**L'aeroporto di Agrigento esiste sulla carta grazie a un articolo di legge: l'8-bis del Decreto Sud, che contiene «misure per la realizzazione dell'aeroporto civile di Agrigento».** La norma è arrivata da un percorso parlamentare iniziato nell'ottobre 2023, quando il deputato nazionale Calogero Pisano ha presentato gli emendamenti ammessi dalla Commissione Bilancio. Il 13 marzo 2024 il Libero Consorzio Comunale ha trasmesso al Ministero delle Infrastrutture il progetto dello scalo, rispettando il percorso previsto dalla norma. La cronologia degli atti è pubblica.

Per decenni l'aeroporto è stato una promessa. Ora è un procedimento previsto da una legge dello Stato, e la politica siciliana litiga su chi ne abbia il merito. La domanda che nessuno vuole fare è un'altra: che cosa ha fatto, nei suoi cinque anni a Roma, chi oggi si presenta come il padre della pista?

Il meccanismo

La norma stabilisce che, per promuovere lo sviluppo economico, sociale e turistico dell'area centro-meridionale della Sicilia comprendente la provincia di Agrigento, venga presentato al Ministero un progetto di fattibilità tecnico-economica corredato dall'analisi costi-benefici. Il percorso è quello di ogni infrastruttura siciliana: un sogno per decenni, una norma che lo trasforma in procedimento, un progetto che entra nell'iter tecnico, poi richieste di integrazioni e ulteriore documentazione. Intanto il progetto trasmesso al Ministero il 13 marzo 2024 attende nell'iter: ogni mese di attesa è una stagione turistica che si perde. Ogni passaggio è necessario. Ogni passaggio può durare anni. Nel frattempo chi governa incassa il consenso della promessa e chi ha firmato gli atti viene dimenticato. Il merito politico si misura in visibilità, non in documenti.

Le conseguenze per i deboli

Agrigento aspetta un aeroporto da mezzo secolo. Ogni anno di ritardo è un anno di turismo che va altrove, di imprese che non decollano, di giovani che partono. Una delle province più povere della Sicilia ha bisogno di collegamenti per vendere il suo patrimonio: la Valle dei Templi, la Scala dei Turchi, il paesaggio culturale che l'Unesco ha riconosciuto. Chi litiga sui meriti mentre l'iter procede a rilento dimentica che il conto lo pagano i cittadini che restano, quelli che da mezzo secolo sentono promesse e vedono cantieri.

La domanda