**Nel dossier «Mafia e Appalti» pubblicato da Domani, le conversazioni del 1990 descrivono imprenditori del Nord Italia diventati «consulenti esterni delle attività imprenditoriali dell'organizzazione mafiosa».** Il 25 giugno 1990 l'architetto Consiglio, della Ecotec di Roma, chiede a Falletta, amministratore della CO.FA.PI., notizie di «quel bando che noi aspettavamo». Le attività tecniche si preparano prima dell'uscita del bando. Falletta: «è questione di ore, oltretutto non avevamo la somma». Il 14 febbraio parla con Ignazio Ferrarella: «il finanziamento è sicuro al 100 per cento». E ancora: quel signore «ha avuto storie in tutti gli assessorati», «già ha sistemato le cose lì, da un punto di vista finanziario». L'interesse è per un progetto da 25 miliardi di lire al Comune di Niscemi, tra «infrastrutture museali» e «valorizzazione del patrimonio boschivo».
Non è una pagina di storia. È il meccanismo degli appalti: l'organizzazione controlla il territorio, il Nord fornisce la tecnica, il Comune ratifica. In fondo alla catena, la firma di un «residente»: «bisogna trovare per forza una persona locale».
**Il meccanismo.**
L'organizzazione non possiede le imprese, le affitta. L'architetto Consiglio della Ecotec di Roma, l'ingegnere Ghiglio della Ionics che lavora «sul tuo contratto» e discute la provvigione «non congrua»: professionisti di Roma e del Nord che mettono la competenza al servizio di chi controlla i bandi. Il bando si conosce prima che esca. La ratifica del Consiglio comunale è un passaggio da gestire. E in fondo alla catena c'è il prestanome: una persona locale, un residente, per la firma e per la fedina penale.
**Le conseguenze per i deboli.**
I 25 miliardi di lire per Niscemi dovevano servire musei e patrimonio boschivo. Sono finiti in un giro dove il finanziamento è «sicuro al 100 per cento» e la gara è già scritta. Le imprese pulite restano fuori, i lavoratori prendono i cantieri che l'organizzazione decide. Il residente locale presta il nome e porta le conseguenze. E chi vive nei comuni dove gli appalti si decidevano al telefono paga due volte: nei servizi mai arrivati e nella libertà rubata.
**La domanda.**
I nomi sono del 1990. Il metodo, con consulenti che non compaiono in nessun albo, è cambiato o si è soltanto aggiornato?