Il deputato regionale Salvaggio, in un comunicato dell'11 agosto, lancia l'allarme sul vino dell'Agrigentino: giacenze in aumento, consumi in calo, prezzi dell'uva in caduta. Nel mirino le cantine sociali dell'hinterland canicattinese e dell'area menfitana.
Nelle ultime due annate la produzione è tornata a crescere, ma i consumi no, in particolare quelli del vino rosso. Il surplus si accumula nei serbatoi. E con la vendemmia alle porte, le cantine piene scaricano la pressione sui prezzi riconosciuti a chi produce l'uva. A pesare, poi, il caro energia, i carburanti, i fertilizzanti.
Non è un caso che la richiesta sia la distillazione di crisi: togliere le eccedenze dal mercato per salvare i prezzi. Quando il sistema produttivo non trova acquirenti, la soluzione è distruggere il prodotto. Il vino che non si vende diventa alcol industriale, e la filiera chiede di essere pagata per non affondare.
**Il meccanismo.**
La filiera del vino scarica il rischio verso il basso. Le cantine comprano meno uva se non vendono vino. I viticoltori, ultimi anelli, conferiscono il raccolto a prezzi che non coprono i costi medi di produzione calcolati dall'Ismea. Salvaggio chiede controlli «severi e concreti» perché il prezzo non scenda sotto quella soglia, e annuncia incontri con gli assessori regionali all'Agricoltura e alle Attività produttive. La vendemmia, però, non aspetta i tempi della politica. Salvaggio annuncia che lavorerà per sensibilizzare gli altri deputati e gli assessori interessati, con l'obiettivo di arrivare a stanziamenti destinati alla distillazione di crisi e al sostegno della liquidità delle aziende. La richiesta è doppia: togliere il vino invenduto dal mercato e dare ossigeno alle imprese prima che chiudano.
**Le conseguenze per i deboli.**
Nell'Agrigentino la vite è aziende, cantine sociali, lavoratori stagionali, trasporti, forniture, migliaia di famiglie che vivono della filiera. Quando il prezzo dell'uva crolla, il conto lo pagano i braccianti che non vengono chiamati, i piccoli produttori che non coprono i costi, i paesi che si spopolano. Il riferimento ai costi medi di produzione elaborati dall'Ismea è il banco di prova: se il prezzo riconosciuto scende sotto quella soglia, la vendemmia diventa una perdita secca per migliaia di produttori. Come sempre, gli ultimi anelli della catena.
**La domanda.**
Quanto verrà pagata quest'anno l'uva, e chi deciderà quel prezzo?