Il sindaco di Agrigento Michele Sodano ha nominato Giuseppe Mendola esperto del sindaco, a titolo gratuito, con il compito di consulenza e supporto per la promozione e lo sviluppo turistico-culturale del territorio. La determina sindacale n. 88 dell'11 agosto 2026 motiva la scelta con la «documentata professionalità risultante dal curriculum vitae che si allega». Nel documento pubblicato, tre pagine, il curriculum non c'è.

Un atto pubblico fonda la scelta su un documento che i cittadini non possono leggere. La professionalità documentata diventa una parola scritta su carta intestata. È così che la fiducia sostituisce la verifica.

**Il meccanismo.**
La determina richiama l'articolo 14 della legge regionale n. 7 del 1992, che consente al sindaco di avvalersi di esperti esterni all'amministrazione. La disponibilità di Mendola è stata acquisita dal Comune con protocollo n. 59078 dell'11 agosto 2026, lo stesso giorno della nomina. L'incarico dura un anno, è gratuito, non attribuisce poteri di firma né di spesa: una consulenza pura. Quattro i settori affidati: analisi e pianificazione strategica, sviluppo del prodotto turistico-culturale, programmazione di eventi, promozione e marketing territoriale. L'amministrazione precisa che la scelta ha natura fiduciaria, intuitu personae, e dà atto dell'assenza di conflitti di interesse.

Il punto non è il compenso, che non c'è. Il punto è la motivazione: se l'atto dice che la professionalità risulta dal curriculum che si allega, quel curriculum deve essere consultabile insieme all'atto. La stessa determina prevede la pubblicazione in Amministrazione Trasparente per gli incarichi di consulenza. Il documento che giustifica l'incarico, invece, resta fuori dalla vista dei cittadini.

**Le conseguenze per i deboli.**
La nomina fiduciaria è la porta laterale del potere locale: niente concorso, niente confronto, solo la scelta del sindaco. Chi lavora negli uffici comunali, chi ha titoli da spendere, chi aspetta un'opportunità, guarda passare gli incarichi affidati al giro di conoscenze. La città non può valutare, perché non può vedere.

E la trasparenza non costa nulla. Il curriculum mancante è una scelta dell'amministrazione, non una dimenticanza della burocrazia: la domanda su dove sia finito l'allegato è la stessa che i cittadini si pongono da anni sulle nomine di questo comune.

**La domanda.**
Se il curriculum di Giuseppe Mendola è la ragione della nomina, perché la città non può leggerlo?