Le ex Province della Sicilia sono state abolite sulla carta. Da anni esistono solo Liberi Consorzi Comunali e Città Metropolitane, governati da una sequenza ininterrotta di commissari. I Consorzi di Bonifica giacciono in un commissariamento che dura da decenni. Le riforme regionali che dovevano chiudere la partita sono state bocciate una dopo l'altra dai rilievi di costituzionalità. Il risultato: oltre 15 mila chilometri di strade provinciali che franano, scuole superiori senza risorse, canali di bonifica abbandonati.
Un ente senza politica è un ente senza responsabilità. Il commissario risponde a chi lo nomina, non a chi abita il territorio. È la forma perfetta di governo: nessuno vota, nessuno viene giudicato, tutti incassano.
**Il meccanismo.**
Il cortocircuito è amministrativo prima ancora che politico. L'abolizione degli organi elettivi provinciali ha privato gli enti intermedi di una guida stabile. Al posto degli eletti sono arrivati commissari straordinari, poi nuove riforme, poi nuove bocciature della Corte costituzionale. Ogni passaggio ha consumato anni e risorse, senza mai produrre un assetto definitivo. Nel frattempo i commissari si succedono, nominati dagli assessori di turno: la gestione straordinaria è diventata la normalità, e la normalità non rende conto a nessuno.
I Consorzi di Bonifica aggiungono il paradosso contabile. Sono appesantiti da debiti pregressi, contenziosi di lavoro e un'imponente massa salariale. Mentre i canali di scolo si ostruiscono, agli agricoltori arrivano cartelle esattoriali per contributi di bonifica che non corrispondono a opere realmente eseguite. Si paga per un servizio che non c'è, oppure si paga per un disservizio.
**Le conseguenze per i deboli.**
Chi subisce sono i paesi dell'interno. Strade dissestate, frane non rimosse, viadotti a rischio: il commercio, l'agricoltura e la mobilità dei residenti dipendono da arterie che nessuno mantiene. Gli studenti frequentano scuole senza riscaldamento e senza idoneità strutturale, in edifici di competenza provinciale che nessun ente ha più i fondi per mettere in sicurezza. In inverno le campagne alluvionano, in estate restano senz'acqua per l'irrigazione.
Quando un territorio perde la manutenzione della propria viabilità, quando le aziende agricole non ricevono l'acqua, l'abbandono cessa di essere una scelta individuale. Diventa una necessità. Lo spopolamento delle aree interne è il bilancio finale di questa riforma infinita.
**La domanda.**
Quanti altri commissari, quanti altri anni e quante altre cartelle esattoriali serviranno perché qualcuno si decida a chiudere la partita?