Due arresti domiciliari e cinque misure interdittive della professione sanitaria. Sette indagati in un centro diurno per disabili psichici e persone con disturbi dello spettro autistico a Modica, nel Ragusano. Tra loro, il presidente di un'associazione del terzo settore e sei tra volontari e appartenenti al servizio civile universale. L'accusa, in concorso: maltrattamenti aggravati ed esercizio abusivo della professione infermieristica.

Non è un caso che il centro dell'orrore abbia la forma di un'associazione. Il sistema affida i più fragili a chi costa meno, senza chiedere chi siano, cosa sappiano fare, di quali mani dispongano.

**Il meccanismo.**
L'indagine dei Nas dei carabinieri ha ricostruito il quotidiano con intercettazioni e telecamere. Gli inquirenti parlano di «documentate condotte vessatorie e umilianti ai danni degli ospiti». Violenze, sporco, terapie improvvisate. Il lavoro da infermieri, compresa la somministrazione di farmaci, veniva svolto da persone senza alcuna qualifica: è il reato di esercizio abusivo della professione infermieristica, contestato in concorso a tutti e sette.

La gestione sanitaria è stata definita «inadeguata e potenzialmente pericolosa». I locali versavano in condizioni igieniche precarie: la presenza di topi è stata accertata all'interno dei dolciumi destinati agli ospiti in occasione dell'Epifania. Non un'emergenza improvvisa: un regime permanente, fatto di umiliazioni ripetute, che negli ospiti ha provocato «un perdurante stato di disagio».

**Le conseguenze per i deboli.**
I primi a pagare sono i disabili e le loro famiglie. Una famiglia affida il figlio a un centro diurno credendo di lasciarlo in mani sicure: lo consegna a volontari senza formazione, a operatori del servizio civile trasformati in infermieri, a una struttura con i topi nei dolciumi. La retta pubblica, quella sì, viene pagata. Il terzo settore incassa la fiducia dello Stato e la converte in risparmio sulla pelle degli ospiti: meno personale qualificato, meno costi, meno controlli.

Chi perde di più è la fascia che non può difendersi. Chi ci guadagna è chi ha trasformato la cura in un appalto al ribasso, dove il titolo di studio è un optional e la dignità degli assistiti una variabile del bilancio.

**La domanda.**
Chi ha firmato le convenzioni con quell'associazione? Chi ha verificato, prima dei Nas, che dentro quel centro ci fossero medici, infermieri e persone formate? E quante altre strutture, in Sicilia, aspettano ancora la visita dei carabinieri?