**A Maddalusa, frazione di Agrigento, sono quattro mesi che le case restano a secco. Le piscine private, invece, l'acqua la ricevono: una foto diffusa sui social mostra un'autobotte luccicante al bordo di una vasca in corso di riempimento.** A denunciarlo è don Giuseppe Pontillo, direttore dell'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici dell'arcidiocesi: "Di fronte all'emergenza idrica, destinare l'acqua delle autobotti al riempimento delle piscine private mentre case con bambini, anziani, ammalati allettati e persone con disabilità rimangono senza rifornimento rappresenta un'aperta ferita all'etica".
Il diritto all'acqua non è un favore. L'Assemblea generale dell'ONU lo ha riconosciuto come diritto umano fondamentale con la risoluzione 64/292 del 28 luglio 2010. Ma a Maddalusa il criterio che decide chi riceve l'acqua non è il bisogno: è la possibilità di pagare una vasca da riempire.
**Il meccanismo.**
La crisi di Maddalusa non è un guasto. Da quattro mesi la gente viene tenuta a secco per costringere i residenti delle case "sospettate" di abusivismo a lasciarle: la sete come strumento amministrativo. Chi ha la piscina, però, l'acqua la ottiene. Il paradosso è raccontato da uno degli autobottisti, che nei giorni scorsi ha pianto davanti ai microfoni della stampa locale: deve andare a rifornire chi riempie una piscina mentre chi abita nei dintorni non ha l'acqua per lavarsi. La distribuzione dell'acqua, bene comune per definizione, segue così le regole del mercato e della discrezionalità: chi può pagare, beve; chi è sospettato, aspetta.
**Le conseguenze per i deboli.**
A pagare sono le famiglie con bambini, gli anziani, gli ammalati: le categorie che don Pontillo elenca una per una, quelle che non possono caricarsi una tanica e non hanno un pozzo privato. A pagare è la dignità di intere comunità, costrette a chiedere l'acqua come un favore. E a pagare, in prospettiva, è il territorio: la scarsità d'acqua non è un'emergenza stagionale, è il prodotto di una gestione che premia i privilegiati e abbandona i fragili.
**La domanda.**
Se a Maddalusa l'acqua arriva prima in piscina e poi, forse, nelle case, la domanda è: chi ha deciso che la sete di un bambino vale meno del riempimento di una vasca?