**Il dossier "Mafia e Appalti" del Blog mafie di Domani, curato da Attilio Bolzoni e Francesco Trotta, pubblica le intercettazioni del 1990 sulla discarica di Caltanissetta: l'amministratore della CO.FA.PI. di Campofranco detta all'ingegnere Garro le categorie da inserire nel bando (10/B, 19/D, 11) e gli importi esatti, da 1,5 a 3 miliardi di lire.** I finanziamenti per quelle opere, emerge dagli atti, vengono erogati dall'assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana. Le firme sui decreti sono quelle dell'assessore Salvatore PlacentI per il 1988 e il 1989, di Francesco Paolo Gorgone per il 1990.
Il linguaggio è cifrato, ma trasparente. "Gli ho dato i due numeri del lotto", dice Falletta. "Trenta per cento, per esempio", aggiunge. La gara non si vince: si scrive. E chi scrive le regole non è l'ente pubblico, è l'amministratore della CO.FA.PI., socio della quale, secondo gli atti citati da Domani, risultano legami con Cosa Nostra.
**Il meccanismo.**
Le telefonate del febbraio-maggio 1990 mostrano il funzionamento del sistema. Falletta indica a Garro, progettista e direttore dei lavori, le categorie di iscrizione all'ANC indispensabili alle imprese per partecipare: in questo modo solo le imprese amiche sono in possesso dei requisiti. Gli importi vengono calibrati per restare sotto i cinque miliardi, soglia oltre la quale il progetto finirebbe al vaglio di un comitato. Per il consolidamento delle contrade Iazzo Vecchio, Destra Caliato e Muleri, discusso al C.T.A.R. il 18 maggio 1990, si parla di 18 miliardi di lire complessivi, primo stralcio da 5. Si concordano le pratiche al Genio Civile, si indica a chi consegnare i documenti all'assessorato ("ti rivolgi all'ingegnere Parla"), si evita con cura l'impatto ambientale: "sarebbe meglio evitare perché è seccante".
**Le conseguenze per i deboli.**
Quelle carte non sono storia antica: sono la radiografia di un meccanismo che decideva chi lavorava e chi no, chi incassava e chi restava fuori. Le imprese oneste che giocavano secondo le regole trovavano bandi scritti per altri. La discarica, i consolidamenti, le strade: lavori pubblici pagati con denaro di tutti, redistribuiti secondo il codice del lotto e delle categorie. Chi viveva accanto a quelle opere ne subiva i ritardi, le falle, i costi. E i 47,8 miliardi di lire dell'articolo 1-bis della legge 441/87 e i 34,7 dell'1-ter, destinati agli impianti, passavano attraverso quel filtro.
**La domanda.**
Se nel 1990 le categorie le dettava Falletta al telefono, la domanda è un'altra: oggi, con le gare telematiche e i controlli, chi detta le categorie?