Call center, 7 mila posti a rischio in Sicilia: l'intelligenza artificiale cancella il lavoro umano senza regole — Palermo: sit-in in Prefettura il 23 luglio. Dai 20 mila addetti di dieci anni fa si è passati a 7 mila
Non è il progresso. È una sostituzione selvaggia. Mentre il governo italiano discute di etica dell'intelligenza artificiale, in Sicilia 7 mila lavoratrici e lavoratori dei call center aspettano di sapere se il loro posto esiste ancora.
La Sicilia era uno dei poli nazionali del customer care: tra i 18 mila e i 20 mila addetti, un quarto dell'intera forza lavoro del settore in Italia. Oggi, dopo anni di crisi aziendali, delocalizzazioni e automazione, gli occupati tra Palermo e il resto dell'Isola sono crollati a 7 mila — una perdita secca di oltre 10 mila posti di lavoro.
I sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil parlano di "introduzione selvaggia e deregolamentata dell'intelligenza artificiale". I chatbot, gli assistenti virtuali e le piattaforme automatizzate stanno sostituendo attività che fino a ieri erano svolte da lavoratori qualificati. Senza confronto sindacale, senza piani di riqualificazione, senza garanzie occupazionali. A questo si aggiungono le continue violazioni della clausola sociale (Legge 11/2016) nei cambi di appalto, le delocalizzazioni all'estero e l'uso di contratti pirata.
Dal 13 al 27 luglio è stata proclamata una stagione di sciopero nazionale nel settore CRM BPO — Customer Relationship Management e Business Process Outsourcing — con blocchi degli straordinari, presidi e momenti pubblici di denuncia.
Dietro i numeri ci sono storie. Lavoratrici e lavoratori, in maggioranza donne, con contratti precari, turni massacranti, salari da fame. Persone che hanno costruito una professionalità nel customer care e si ritrovano sostituiti da un algoritmo. I sindacati denunciano oltre 3 mila lavoratori già in ammortizzatori sociali solo in questo comparto.
Il sit-in del 23 luglio in Prefettura a Palermo è l'ultimo tentativo di fermare un processo che sembra inarrestabile. Il segretario della Slc Cgil Palermo Fabio Maggio, insieme ad Anna D'Anca ed Emiliano Cammarata, chiede l'apertura di un tavolo permanente di settore, un obbligo di informativa sindacale per ogni processo di automazione, misure che subordinino l'introduzione dell'AI a piani di formazione e ricollocazione.