Oltre 200 mila euro di premi ai direttori sanitario e amministrativo dell'Arnas Garibaldi di Catania tra il 2019 e il 2022. La certificazione degli obiettivi del Direttore Generale risulta ferma al 2020. E per gli anni successivi, nessuno spiega su quali basi siano stati liquidati i bonus. A sollevare il caso è la deputata regionale del M5S Lidia Adorno, che ha presentato un'interrogazione parlamentare al governo Schifani.
Non è la solita polemica politica sui manager. È la contraddizione di una sanità siciliana dove i vertici incassano premi mentre i reparti sono in affanno: liste d'attesa interminabili, pronto soccorso sovraffollati, personale insufficiente. Duecentomila euro di bonus — e i pazienti aspettano mesi per una visita.
Il sistema dei premi nella sanità pubblica siciliana funziona secondo una logica contabile, non clinica. I direttori sanitario e amministrativo ricevono trattamento accessorio in base agli obiettivi assegnati al Direttore Generale e ai risultati di gestione. Ma se la certificazione del Direttore Generale è ferma al 2020 — come emerge dagli atti — su quali parametri sono stati erogati i premi per il 2021 e il 2022? La legge è chiara: la premialità deve corrispondere a risultati concreti, misurabili, verificabili, certificati. Invece, secondo la denuncia di Adorno, i premi sono stati liquidati senza che la valutazione dei vertici fosse aggiornata. L'Arnas Garibaldi — l'azienda ospedaliera più grande di Catania — ha continuato a erogare bonus ai dirigenti mentre la qualità del servizio ai cittadini peggiorava. La domanda non è se i direttori meritino o meno. La domanda è: chi ha certificato quei premi, e in base a quali risultati?
Ogni euro speso in premi non certificati è un euro sottratto a ciò che la sanità pubblica dovrebbe garantire: un esame diagnostico in tempi ragionevoli, un posto letto in pronto soccorso, un infermiere in più in corsia. I cittadini che aspettano mesi per una risonanza magnetica o una visita specialistica — e che spesso devono pagare il privato per non aggravare una patologia — sono i creditori di quei bonus. Mentre i vertici dell'Arnas Garibaldi incassavano premi, i reparti dell'ospedale di riferimento di Catania affrontavano carenze di personale e sovraffollamento. La deputata Adorno parla di "rispetto nei confronti dei cittadini e della loro percezione del sistema sanitario". Ma la percezione è il riflesso di una realtà: chi ha il potere di distribuire premi a se stesso non ha interesse a migliorare il servizio.