Ortigia aveva circa 12 mila abitanti negli anni Settanta. Secondo l'anagrafe comunale aggiornata al 2025, oggi sono 3.889. Il rapporto del Sunia Cgil Sicilia consegna i numeri della trasformazione: il prezzo medio delle case a Siracusa supera i 1.180 euro al metro quadrato, oltre 10 mila famiglie della provincia vivono in povertà o forte sovraccarico abitativo, il canone medio si aggira sui 9,24 euro al metro quadrato. Per una famiglia con due o tre figli significa destinare oltre il 40 per cento del reddito al tetto.

Non è una dinamica di mercato. È un modello di sviluppo che espelle chi abita da generazioni per fare spazio al consumo turistico. La città diventa un parco a tema: la bellezza ridotta a merce, la vita quotidiana di lavoratori, giovani coppie e pensionati relegata ai margini.

Il meccanismo

Il segretario regionale del Sunia, Roberto Alosi, intreccia due fenomeni. Il primo: i prezzi. Secondo la mappatura del centro studi Aigab, a giugno 2026 in Italia risultano attive circa 492 mila seconde case a reddito con annuncio online, un mercato che sostiene un indotto stimato in 150 mila posti di lavoro. A Siracusa, per densità e concentrazione nel centro storico, il peso è maggiore: secondo il Rapporto Svimez 2025 la provincia conta 28,2 strutture extralberghiere ogni mille abitanti, più del doppio di Palermo e Catania.

Il secondo fenomeno: gli affitti brevi. L'85,8 per cento degli annunci Airbnb cittadini è composto da interi appartamenti sottratti al mercato residenziale. Ogni appartamento trasformato in camera d'albergo è una famiglia in meno che può restare in centro, un giovane in meno che può costruire lì il proprio progetto di vita. Il profitto immediato prevale sulla funzione sociale della città.

Le conseguenze per i deboli

Il prezzo lo pagano lavoratori, giovani coppie, pensionati, famiglie: chi non compete con i prezzi del turismo. In mezzo secolo Ortigia ha perso quasi due terzi della popolazione residente. Nei mesi estivi l'isola accoglie diverse migliaia di visitatori al giorno, con una pressione che i comitati cittadini definiscono insostenibile. Nel frattempo gli immobili pubblici vengono alienati o trasformati in strutture ricettive. Quando una città perde i suoi abitanti, dice Alosi, perde anche la propria anima.

La domanda