Agrigento possiede uno dei litorali più belli della Sicilia. Ed è forse l'unico capoluogo costiero che non ha mai costruito un modello di sviluppo turistico affacciato sul mare. Da Siculiana a Sciacca sono sorti villaggi turistici. Da Palma di Montechiaro a Licata la costa è diventata una risorsa economica. Agrigento è rimasta ferma. Gli alberghi, concentrati a Villaggio Mosè, hanno chiuso o attraversato crisi profonde.

A Maddalusa, intanto, le case esistono da oltre cinquant'anni. Il Comune ha assegnato i numeri civici, istituito la toponomastica. I cittadini pagano i tributi, hanno luce, telefono, fibra ottica, raccolta rifiuti. Gran parte della contrada è servita dalla rete idrica. Solo la Zona A continua a non ricevere l'acqua. Lo Stato ha riconosciuto quelle abitazioni per decenni, erogando servizi. E poi dice che non esistono.

**Il meccanismo.**
Il meccanismo è il vincolo come unica risposta. Per anni il dibattito pubblico agrigentino è stato dominato dal «no»: no agli alberghi sulla costa, no ai villaggi, no agli investimenti, no a qualunque trasformazione. Una cultura che ha trasformato la tutela del patrimonio in paralisi. Dal 2010 la Regione Siciliana richiama il Comune ad affrontare la pianificazione urbanistica e il rapporto con il Parco Archeologico della Valle dei Templi. Se ne parla dal 1991, come documenta lo stesso dibattito sulla riperimetrazione. E nel frattempo la città ha perso occupazione, investimenti, generazioni.

Oggi il sindaco Michele Sodano, intervenendo sulla Zona A, richiama il ruolo della Regione e la riperimetrazione da affrontare. Ma le stesse associazioni ambientaliste che per anni hanno dominato il dibattito, oggi siedono ai tavoli di governo del Comune. Il «no» non è più solo opposizione: è maggioranza.

**Le conseguenze per i deboli.**
Chi paga sono i residenti di Maddalusa, che raccolgono la spazzatura come in ogni quartiere della città ma aprono il rubinetto e non esce nulla. Chi paga sono i giovani che lasciano Agrigento perché non c'è lavoro, né alberghi né servizi. Chi paga è una città intera, condannata all'immobilismo mentre i comuni vicini costruiscono economia dal mare. La contraddizione è sotto gli occhi di tutti: i rifiuti si raccolgono, l'acqua non arriva. Il Comune deve spiegare ai cittadini perché.

**La domanda.**
Da cinquant'anni Agrigento guarda il suo mare senza potercisi affacciare. La riperimetrazione del Parco non è un tabù: è una scelta politica. Quando la politica avrà il coraggio di farla, e di dire ai cittadini quale città vuole costruire, invece di limitarsi a dire «no»?