Venerdì 7 agosto, due incidenti sul lavoro in poche ore. A Bolognetta, nel Palermitano, un operaio di 52 anni precipita da tre metri durante lavori di ristrutturazione di un edificio: è grave, ricoverato con prognosi riservata all'ospedale Bianchi di Corleone. A Mazara del Vallo, un operaio di 55 anni cade dalla scaletta di un'autocisterna nella cantina Vallovin, in via Paolo Borsellino: trasportato d'urgenza al Trauma Center di Villa Sofia a Palermo, dove viene operato. Le condizioni sono critiche.
Due famiglie, due cantieri, uno stesso giorno. I carabinieri e gli ispettori dello Spresal dell'Asp di Palermo indagano a Bolognetta. Lo Spresal dell'Asp di Trapani a Mazara. La domanda è sempre la stessa: nel cantiere c'erano le misure previste dalla legge? E la risposta arriva sempre dopo l'ambulanza.
**Il meccanismo.**
Il meccanismo è la sicurezza ridotta a adempimento burocratico. Lo dicono i segretari di Flai, Fai e Uila Trapani, Giovanni Dia, Massimo Santoro e Leonardo Falco: «La sicurezza nei luoghi di lavoro non può restare uno slogan o un adempimento burocratico». Il lavoratore di Bolognetta è stato portato in ospedale con un mezzo privato: il 118, quando c'è, arriva; la prevenzione, quando c'è, evita. Nel primo caso il cantiere era allestito per la ristrutturazione di un edificio, nel secondo un dipendente lavorava su un'autocisterna. Due contesti diversi, la stessa fragilità: chi lavora in quota o su mezzi in movimento dipende da ponteggi, scale e protezioni che qualcuno deve controllare prima, non dopo.
Non è un caso isolato. Lo scorso aprile, in via Ruggero Marturano a Palermo, due operai hanno perso la vita in un cantiere. La Sicilia continua a contare feriti e morti con una regolarità che non trova corrispondenza nei controlli.
**Le conseguenze per i deboli.**
Chi paga sono gli operai e le loro famiglie: stipendi da edilizia e da agroalimentare, corpi esposti al rischio, giornate che finiscono in sala operatoria. Chi paga è il servizio sanitario, che assorbe i traumi mentre la prevenzione avrebbe potuto evitarli. E chi guadagna, in questo sistema, sono le imprese che risparmiano su sicurezza e formazione, contando sul fatto che i controlli arrivano dopo la disgrazia. Il comparto agroalimentare, dice il sindacato, è tra i più colpiti: la fretta della vendemmia e della produzione non aspetta le misure di protezione.
**La domanda.**
Ogni incidente apre un'indagine dello Spresal. Le indagini accertano, spesso, che le misure non c'erano. Allora perché i cantieri continuano ad aprire, e le ispezioni a inseguire le ambulanze?