Dodici misure cautelari, sei domiciliari, sei divieti temporanei di contrattare con la pubblica amministrazione. Li ha firmati il gip di Messina su richiesta della Procura, dopo l'indagine dei carabinieri del Nucleo Investigativo. Agli indagati si contesta l'associazione a delinquere finalizzata alla gestione della fase esecutiva di una serie di appalti pubblici: dal Consorzio Autostrade Siciliane al Genio Civile di Trapani, dal Comune di Brolo alla Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Le imprese formalmente affidatarie dei lavori non lavoravano. Subappaltavano tutto a un'organizzazione «ombra» che gestiva opere, manodopera e mezzi. Al vertice, secondo gli investigatori, un uomo già condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, ritenuto vicino al clan dei barcellonesi. La mafia non spara più. Fattura.

**Il meccanismo.**
Il meccanismo è quello del «tavolino» degli appalti, la stagione che i giudici siciliani conoscono dai tempi di Angelo Siino e Li Pera. Lo ricordano i segretari della Fillea Cgil, Giovanni Pistorio e Mario Mancini, nel commentare l'inchiesta: un'organizzazione che non esercita il potere con l'intimidazione, ma col «capitale sociale», con una rete di relazioni, complicità e condizionamenti. Le imprese che vincevano le gare cedevano i lavori a società intestate fittiziamente. Il noleggio delle attrezzature passava dagli stessi canali. Le fatture erano false. Le risorse pubbliche uscivano dal circuito legale e alimentavano il gruppo.

Ai sei indagati finiti ai domiciliari si aggiungono sei divieti di contrattare con la pubblica amministrazione. Le contestazioni sono pesanti: intestazione fittizia di imprese, subappalto illecito, frode nelle pubbliche forniture, riciclaggio. Un catalogo completo dei modi in cui il denaro dei contribuenti cambia tasca.

**Le conseguenze per i deboli.**
Chi paga sono le imprese sane che rispettano le regole e restano fuori dai cantieri. Chi paga sono i lavoratori: la manodopera reclutata dall'organizzazione «ombra» è manodopera controllata, spesso irregolare, senza diritti e senza sicurezza. La Fillea lo dice senza giri di parole: il controllo del reclutamento altera il mercato, comprime i salari, alimenta il lavoro nero. In un settore come le costruzioni, dove in Sicilia ogni anno si contano morti e feriti, chi decide chi entra in cantiere decide anche chi rischia la vita.

**La domanda.**
Il Consorzio Autostrade Siciliane, il Genio Civile, i Comuni: enti pubblici che affidano opere per milioni di euro. Quanti altri appalti sono passati dal «tavolino» prima che qualcuno firmasse dodici nomi? E chi, dentro quegli uffici, non poteva non vedere?