**Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Fvm Fials, Nursind, Nursing Up, le dirigenze e le Rsu: dieci sigle hanno proclamato lo stato di agitazione del personale dell’Arnas Civico di Palermo.** La nota è partita per la Prefettura, con la richiesta di convocazione per il tentativo di conciliazione. L’iter che porta alla mobilitazione è avviato.

Tra le cause, “la grave carenza di personale infermieristico, con conseguente sovraccarico e rischio per le cure”. E la grave carenza di operatori sociosanitari, con ripercussioni sull’assistenza ai pazienti. Il rischio per le cure è scritto nero su bianco.

Il meccanismo

I sindacati raccontano un ospedale in cui le piante organiche non vengono riempite, i precari aspettano la stabilizzazione e i medici dicono di “non essere mai stati convocati ufficialmente come delegazione trattante” per l’applicazione del nuovo contratto, alla presenza del direttore generale. Si aggiungono l’applicazione dell’algoritmo previsto dal contratto sull’orario di lavoro, la riorganizzazione dell’autoparco aziendale e le criticità della mensa. Nessuno di questi punti e' nuovo: sono i nodi che i lavoratori denunciano da mesi, e che l’azienda ha sempre rimandato. E quando l’azienda risponde dicendo di avere sempre ascoltato le parti sociali, i sindacati definiscono quella nota “ridicola” in alcuni passaggi.

Il quadro è quello di una gestione che non pianifica: si taglia, si rimanda, si improvvisa. I reparti vanno avanti con chi c’è, e chi c’è fa il doppio del lavoro. Il sovraccarico non e' un dettaglio organizzativo: e' il rischio concreto che un errore diventi un danno per il paziente.

Le conseguenze per i deboli

A pagare sono i pazienti: il sovraccarico degli infermieri è il rischio per le cure, la carenza di operatori sociosanitari è l’assistenza che manca nei reparti. E a pagare sono i lavoratori: precari che aspettano un contratto stabile, professionisti che lavorano con organici dimezzati, medici esclusi dalle decisioni che li riguardano. In un ospedale pubblico, quando il personale si esaurisce, la prima cosa che si esaurisce è il diritto alla salute di chi non può permettersi il privato.

La domanda