Ventisei esposti, sedici aziende, cinque anni di attesa. Tra il 2021 e il 2026 la Filcams Cgil Palermo ha inviato all'Ispettorato territoriale del lavoro segnalazioni su aziende del commercio, della vigilanza privata, dei multiservizi e degli appalti pubblici: mancati pagamenti delle retribuzioni, contributi omessi, orari e riposi violati, sicurezza carente. Risposta: nessuna.
Non è un caso. Il dossier è rimasto senza riscontro sistematico, salvo sporadiche convocazioni su singole vertenze. La denuncia di sfruttamento si arena nel silenzio dell'istituzione che dovrebbe controllare. Cinque anni di impunità non sono un incidente: sono un programma.
**Il meccanismo.**
Il 31 luglio la Cgil e la Filcams hanno scritto al dirigente del servizio XXI dell'Ispettorato, Marco Montoro, chiedendo un incontro e un quadro aggiornato delle pratiche. Vogliono sapere quante richieste di intervento sono state ricevute, prese in carico, definite, archiviate, pendenti. Vogliono sapere quanti ispettori ci sono in organico e quanti operano sul territorio.
La risposta che temono è quella già sentita: non c'è un numero adeguato di ispettori. Intanto le aziende segnalate continuano a operare, a non pagare, a violare i contratti collettivi. Il lavoro nero prospera nei settori dove la rappresentanza sindacale è più debole: vigilanza, multiservizi, appalti. E gli appalti pubblici, il cui costo più alto lo pagano i lavoratori. Un sistema collaudato: la gara si vince col ribasso, il ribasso si recupera sui salari, e chi dovrebbe controllare non controlla.
**Le conseguenze per i deboli.**
Dietro ogni esposto c'è un lavoratore che aspetta lo stipendio, un dipendente con le mansioni superiori non pagate, una persona che lavora senza contributi e senza pensione futura. La Cgil lo dice chiaro: senza un riscontro, il sindacato non può restituire i diritti lesi ai lavoratori coinvolti. Il silenzio dell'Ispettorato è una seconda violenza.
E chi ci guadagna? Le sedici aziende, che risparmiano su stipendi, contributi e sicurezza, e costruiscono profitti sulla pelle di chi lavora. In una città che ha bisogno di legalità, come la definisce la stessa Cgil, l'assenza dei controlli è la scelta di chi lascia fare.
**La domanda.**
A Palermo, quanto deve durare ancora l'attesa prima che un esposto riceva una risposta? E chi risponde, concretamente, di cinque anni di silenzio su sedici aziende e ventisei denunce?