Andrea Raia, segretario della Camera del Lavoro di Casteldaccia, fu il primo sindacalista ucciso dalla mafia nella provincia di Palermo. Era la sera del 5 agosto 1944. Lo colpirono a morte davanti alla sua abitazione, mentre rincasava. Domani, a 82 anni da quel delitto, la Cgil Palermo e i familiari lo ricordano: raduno alle 10 in via Andrea Raia, corona al cimitero comunale alle 11.
Non è un caso. Raia fu ucciso perché si opponeva alle speculazioni e alle ruberie. Membro per conto del Pci della commissione comunale per il controllo dei granai del popolo, aveva l'incarico di distribuire equamente i risarcimenti dello Stato alle famiglie dei giovani morti in guerra. Fece il suo dovere. E per questo morì.
**Il meccanismo.**
Era il primo delitto mafioso del secondo dopoguerra in provincia di Palermo. La Sicilia usciva dalla guerra devastata, la fame mordeva, e i granai del popolo dovevano sfamare una popolazione stremata. Raia pretese che il pane arrivasse a tutti, che i risarcimenti fossero equi. Così entrò in contrasto con l'amministrazione comunale e con chi quei beni voleva gestirli a modo proprio.
La Cgil lo dice senza giri di parole: «I mafiosi e la politica complice glielo impedirono, uccidendolo». Sindacato e potere: chi tocca gli interessi del potere viene eliminato. Il meccanismo è antico, la sentenza della storia l'ha già scritta, e la memoria di Raia resta lì a dimostrare che il pane dei poveri è sempre stato un affare pericoloso.
**Le conseguenze per i deboli.**
Raia pagò con la vita la difesa dei più poveri. La sua famiglia pagò per generazioni: la figlia Santa, scomparsa tre anni fa a 96 anni, non rinunciò mai a rivendicare con orgoglio l'impegno e le lotte del padre a favore dei lavoratori e dei cittadini onesti.
Oggi il suo nome è una via, una corona, una commemorazione. Ma la battaglia che la Cgil rivendica nel suo nome è la stessa di allora: giustizia sociale, lavoro buono, sicurezza sui luoghi di lavoro, una sanità che non trascuri nessuno. In una Sicilia dove i sindacalisti ancora oggi subiscono minacce e intimidazioni.
**La domanda.**
A 82 anni da quel delitto, la memoria di Andrea Raia servirà a proteggere chi oggi difende i diritti dei lavoratori, o resterà soltanto una corona di fiori deposta una volta all'anno, mentre il pane continua a essere distribuito male?