Dovevano essere 3.500 monopattini destinati a rivoluzionare la micromobilità in Italia. Per finanziarli, una società catanese ha ottenuto a maggio 2024 un prestito da 4 milioni di euro garantito dallo Stato. Secondo la Procura di Catania e la Guardia di Finanza, l'intera somma è stata trasferita in appena 72 ore negli Stati Uniti. I monopattini non sono mai arrivati. Il tribunale ha disposto un sequestro preventivo da 4 milioni.
Questa non è una truffa qualunque: è il meccanismo del denaro pubblico che scorre verso il privato sulla carta di un progetto industriale mai esistito, con lo Stato a fare da garante.
Il meccanismo
Per ottenere il prestito serviva un capitale sociale adeguato. Secondo gli inquirenti, l'aumento di capitale è stato attestato con un assegno bancario mai realmente incassato: una patrimonializzazione inesistente, costruita solo sulla carta per superare i requisiti. Ottenuto il finanziamento, il denaro è partito in tre giorni verso una società statunitense, giustificato da una fattura per l'acquisto di monopattini che gli investigatori ritengono priva di reale efficacia commerciale e giuridica.
A eseguire il sequestro sono stati i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria di Roma, con il supporto dei comandi provinciali di Palermo, Catania e Modena. La società che deteneva la maggioranza delle quote ha attestato il fittizio aumento. I rappresentanti legali delle due imprese sono indagati a vario titolo, e alle società sono contestati anche gli illeciti amministrativi del decreto legislativo 231 del 2001. Il sequestro mira a recuperare i 4 milioni ottenuti indebitamente e fatti confluire all'estero.
Le conseguenze per i deboli
Ogni euro di garanzia pubblica è un euro dei contribuenti. Quando il debitore non restituisce, paga lo Stato, cioè tutti. Nel frattempo, i progetti veri di mobilità sostenibile restano senza finanziamenti: il piano industriale prevedeva una partnership con un'azienda nazionale del settore, ma secondo gli inquirenti non sarebbe mai decollato., e le città continuano ad aspettare servizi che esistono solo nelle fatture: il danno non è solo economico, è la fiducia stessa nel credito pubblico, che qualcuno usa come un bancomat.