Traditi dai selfie sui social: un mitra M12 rubato dal carcere di Bicocca finisce nelle mani di pusher che si filmano con l'arma — Catania: 4 arresti, tra cui un agente di polizia penitenziaria. L'ombra del clan Cappello-Bonaccorsi

Questa è la notizia. Ma la domanda che pochi si pongono è: come fa un mitragliatore da guerra a uscire da un carcere di massima sicurezza? La risposta è il meccanismo. Dentro le mura del sistema penitenziario c'è un ingranaggio che funziona al contrario.

Luglio 2024: dal carcere di Bicocca, a Catania, sparisce un mitragliatore M12 con relative munizioni. Chi lo ha preso? L'agente di polizia penitenziaria che per ultima aveva avuto accesso all'arma. Dopo il furto, l'agente si è prodigato per il ritrovamento, millantando conoscenze in ambienti criminali e cercando di polarizzare le indagini verso una donna con precedenti penali. Ma le attività tecniche, i tabulati telefonici e le intercettazioni hanno svelato il suo reale ruolo nel furto.

L'arma è passata dall'agente a una donna implicata in vicende di droga, poi ai suoi figli. Uno di loro è stato fermato il 29 aprile scorso come destinatario finale dell'arma. L'M12 è stato occultato nei pressi dell'abitazione di famiglia e lì ritrovato. Sui social, i componenti del nucleo familiare si erano ritratti mentre imbracciavano la pistola mitragliatrice rubata. Selfie che hanno certificato la catena di possesso.

Un mitragliatore M12 nelle mani di pusher e pregiudicati. Un'arma da guerra che poteva essere usata per un agguato, una faida, un regolamento di conti in un quartiere popolare di Catania. È la prova che dentro le carceri siciliane esiste un mercato parallelo dove le divise e i detenuti trovano un punto di contatto.

La poliziotta penitenziaria arrestata — che giurava fedeltà allo Stato mentre consegnava un mitra alla criminalità — è il simbolo di un sistema dove la complicità è più forte del giuramento. Il clan Cappello-Bonaccorsi, già colpito da un blitz nel giugno scorso con 22 arresti e droni in carcere, conferma che le mura del penitenziario sono permeabili. Chi paga il prezzo di questa permeabilità? I detenuti onesti, gli agenti che fanno il loro dovere, i cittadini che vivono nei quartieri dove quelle armi finiscono.