Il Consorzio per le Autostrade Siciliane ha chiuso la partita. Con il decreto dirigenziale n. 414 del 6 luglio, il Cas ha aggiudicato in via definitiva a Sinelec Spa l'appalto integrato per la realizzazione degli impianti di esazione pedaggi sulla tratta Siracusa-Rosolini, lotti 3, 4 e 5 dell'A18 Sr-Gela: i caselli di Cassibile, Noto, Avola e Rosolini. L'importo contrattuale è di 3.759.134,80 euro, frutto di un ribasso del 15,184% sulla base d'asta. Ma la cifra che il Consorzio dovrà effettivamente stanziare, tra somme a disposizione e Iva, sale a 6.793.072,37 euro. Soldi che arriveranno per 4,5 milioni da un vecchio finanziamento della legge 295/2000 incastonato nell'Accordo di Programma Quadro, e per il resto direttamente dalle casse dell'Ente.
Questa è la notizia. Ma la domanda che pochi si pongono è un'altra: si allestisce l'infrastruttura per far pagare gli automobilisti su una tratta che, gratis, fatica ancora a farsi percorrere in sicurezza. Il cantiere del viadotto Cassibile, con i tiranti spezzati scoperti dalle ispezioni dei primi mesi del 2025, va avanti da oltre un anno e mezzo.
Il meccanismo
La storia ha un sapore di film già visto. Vent'anni fa, a Cassibile, i primi impianti di pedaggio erano diventati trappole d'asfalto: passaggi stretti, incidenti a ripetizione, fino a quello del settembre 2013 che coinvolse l'allora presidente della Regione Rosario Crocetta e tre uomini della sua scorta. Nel processo gli imputati furono assolti o prosciolti. I caselli furono demoliti nel 2019. Ora il Consorzio riprova, promettendo la tecnologia free flow: portali con telecamere e sensori che leggono la targa o il Telepass mentre l'auto sfreccia, niente barriere, niente code. In teoria. In pratica, un sistema che scarica sull'automobilista distratto l'onere di non perdere la scadenza per pagare, pena more e sanzioni.
La gara, poi, è stata tutt'altro che lineare. Gng Srl, estromessa all'apertura della documentazione, ha fatto ricorso al Tar Sicilia: il collegio, con sentenza del 24 dicembre 2025, le ha dato ragione e ha imposto la reintegrazione. Riaperte le buste il 27 gennaio 2026, l'esito non cambia: Sinelec prima con 88,35 punti, Gng seconda con 86,05. Il punteggio di Gng viene segnalato come potenzialmente anomalo, ma la verifica di congruità non viene mai avviata: tanto, comunque fosse andata, non avrebbe scalfito il primato di Sinelec.
Le conseguenze per i deboli
Il paradosso più stridente è sul tratto interessato. Tra Avola e Cassibile, da oltre un anno e mezzo, gli automobilisti fanno i conti con un cantiere che non si chiude: corsia chiusa in direzione Siracusa, doppio senso di marcia verso sud, mezzi pesanti dirottati sulla Statale 115. A maggio 2026 il Cas prometteva progetto esecutivo entro venti giorni e lavori conclusi entro fine anno. È la stessa tratta su cui ora si allestisce l'infrastruttura per farla pagare. E chi paga è sempre lo stesso: l'automobilista, il pendolare, il cittadino della provincia. Il Consorzio, guidato dal presidente Filippo Nasca, ha appena varato un Piano di Risanamento 2026-2028 per coprire un disavanzo da 100 milioni di euro, dentro un debito complessivo che arriva a quota 300 milioni. Il pedaggio è la maniera per far pagare i debiti a chi percorre la strada. Lo dice chiaro Enzo Vinciullo, commissario provinciale di Siracusa di Mpa-Grande Sicilia: l'autostrada è stata realizzata con fondi pubblici, in parte legati alla legge 433/1991 per la ricostruzione post-sisma; il Consorzio non può far pagare un pedaggio su un'opera che non ha finanziato con soldi propri, tanto più su un tratto che resta l'unica via di fuga per il sud della provincia in caso di emergenza.