DISSALATORI ALLE EOLIE, IL GRIG: VERIFICHE PRIMA CHE LA SALAMOIA ARRIVI IN MARE
Il Gruppo d'intervento giuridico chiede verifiche preventive sui nuovi impianti di dissalazione previsti a Panarea, Stromboli, Alicudi e Filicudi. Al centro delle preoccupazioni, gli effetti dello scarico della salamoia sull'ambiente marino e in particolare sulle praterie di Posidonia oceanica. L'associazione ha presentato un'istanza di accesso civico a Ministero dell'Ambiente, Regione siciliana, Soprintendenza di Messina, Comune di Lipari e carabinieri del Noe, informando anche la Procura di Messina.
Questa è la notizia. Ma la domanda che pochi si pongono è questa: perché per Alicudi e Panarea i pareri favorevoli sono già stati espressi, mentre per Filicudi e Stromboli non si conoscono ancora gli esiti dei procedimenti?
Il meccanismo
Le Eolie hanno sete. Le isole minori dipendono da navi cisterna e pozzi, e la dissalazione sembra la soluzione moderna: trasformare il mare in acqua potabile. Ma il meccanismo ha un prezzo nascosto: la salamoia, la concentrazione di sale che resta dopo il trattamento, deve andare da qualche parte. E finisce in mare, proprio sopra le praterie di Posidonia che fanno delle Eolie un ecosistema unico al mondo. Il GrIG ricorda che gli impianti «devono essere sottoposti alla valutazione di incidenza ambientale e ottenere le autorizzazioni agli scarichi». Non è burocrazia: è il principio che chi trasforma il mare in risorsa deve prima dimostrare di non trasformarlo in discarica. Eppure i pareri per Alicudi e Panarea ci sono già, in un arcipelago tutelato dai vincoli paesaggistici, dentro la Rete Natura 2000, riconosciuto patrimonio mondiale dell'Unesco. Il sospetto dell'associazione è netto: prima si costruisce, poi si verifica — o non si verifica affatto.
Le conseguenze per i deboli
Chi paga il conto della salamoia non è la società che installa l'impianto. Sono i pescatori che vivono di un mare che la Posidonia tiene vivo, sono i sub e gli operatori turistici che vendono fondali puliti, sono gli stessi isolani che bevono quell'acqua. La Posidonia non è un'erbaccia: è la foresta sommersa che ossigena l'acqua e ospita la nursery dei pesci. Un impianto sbagliato può uccidere in pochi mesi quello che il mare ha costruito in millenni. E la domanda di classe è sempre la stessa: chi decide dove e come scaricare la salamoia non abita a Stromboli. L'isola subisce, il progetto si approva altrove, la verifica arriva — quando arriva — dopo.