LIDO SCIALAI, NUOVO SEQUESTRO DURANTE IL RIMONTAGGIO: LA SPIAGGIA RESTA SENZA STABILIMENTO

Nuovo sequestro questa mattina nell'area dello stabilimento balneare Scialai, a Portopalo di Capo Passero. I lavori di rimontaggio delle strutture erano appena ripresi, dopo la revoca del sequestro penale e la sospensione cautelare della decadenza della concessione disposta dal Consiglio di giustizia amministrativa. Gli agenti del commissariato di Pachino hanno fermato tutto: l'area e quanto realizzato tornano sotto vincolo.

Questa è la notizia. Ma la domanda che pochi si pongono è questa: se un tribunale ha restituito l'area alla società e un giudice amministrativo ha sospeso la decadenza, perché la mattina dopo arriva un altro sequestro?

Il meccanismo

Il meccanismo è un ping-pong giudiziario che dura da anni e che ha un solo risultato certo: la spiaggia resta vuota. La società aveva ottenuto due provvedimenti favorevoli — la revoca del sequestro penale sulle strutture e sull'area demaniale, e la sospensione cautelare del provvedimento di decadenza della concessione da parte del Cga — e aveva cominciato a rimontare il lido. Questa mattina era già stata realizzata «una vasta base in legno». Poi l'intervento del commissariato: nuovo sequestro preventivo. Restano da chiarire, scrive Siracusa News, le motivazioni del nuovo provvedimento e il rapporto con il precedente dissequestro del Tribunale di Siracusa e con la sospensione della decadenza. In attesa dei chiarimenti, il vincolo blocca tutto. Il risultato è paradossale: gli uffici giudiziari si contraddicono a distanza di giorni, e nel frattempo il litorale di Portopalo — uno dei tratti di costa più pregiati del Sud-Est siciliano — resta uno scheletro di legno a metà.

Le conseguenze per i deboli

Chi perde in questa partita non è la società proprietaria, che può attendere i tempi della giustizia con i suoi avvocati. Sono i lavoratori dello stabilimento, rimandati a casa per l'ennesima volta a piena stagione. Sono i giovani di Portopalo che aspettavano un contratto stagionale per l'agosto del 2026. È il paese che guarda la propria costa morire di immobilismo: niente lido, niente servizi, niente lavoro, mentre i bagnanti si sistemano sugli asciugamani nella polvere. La dimensione di classe è tutta qui: chi decide le sorti della spiaggia non ci vive, non ci lavora, non ci manda i figli a fare i bagnini. E la stagione — l'unica vera ricchezza di questi territori — scivola via tra un provvedimento e l'altro.

La domanda