Le mani della camorra sui bonus edilizi: sequestrati beni per 21 milioni di euro, 7 indagati — Caserta: il clan dei Casalesi aveva messo in piedi un sistema di crediti fiscali fasulli e riciclaggio internazionale con banche occulte cinesi

Non è solo una frode fiscale. È la prova che il meccanismo dei bonus edilizi, nato per rilanciare l'economia, è diventato una macchina da soldi per la criminalità organizzata. Un ingranaggio dove lo Stato presta il fianco e la camorra incassa.

Il clan dei Casalesi — fazione Schiavone — ha messo a punto un sistema di una precisione inquietante. Attraverso intestatari compiacenti, ottenevano le credenziali SPID e gestivano in piena autonomia i cassetti fiscali delle vittime. Creavano crediti d'imposta inesistenti legati ai bonus edilizi, li monetizzavano e facevano sparire il denaro attraverso il sistema dell'underground banking: una "banca occulta" gestita da cittadini cinesi che spostava denaro tra paesi diversi senza lasciare traccia nei canali ufficiali.

La DDA di Napoli, con il pm Giuseppe Visone e il procuratore aggiunto Michele Del Prete, ha documentato sette indagati per associazione per delinquere, riciclaggio e autoriciclaggio, tutti aggravati dall'agevolazione alla criminalità organizzata. I corrieri del clan prelevavano il denaro contante, lo facevano viaggiare su canali paralleli, e lo reinvestivano in beni mobili e immobili nel Casertano. Una barca di quasi dieci metri, due auto, una moto, crediti d'imposta ancora nei cassetti fiscali: il valore complessivo supera i 21 milioni di euro.

Le conseguenze per la collettività

Quei 21 milioni di euro sono soldi sottratti alla collettività. Sono le risorse che dovevano servire a ristrutturare case, efficientare edifici, ridurre l'inquinamento. Invece sono finite nelle casse del clan dei Casalesi, a Trentola Ducenta e Castel Volturno, territori dove la camorra controlla il mercato immobiliare e la vita economica.

Ma c'è un altro costo, invisibile. Ogni credito d'imposta falso è un debito vero per lo Stato. Significa meno scuole, meno ospedali, meno servizi per i cittadini onesti. Mentre il clan viaggiava su una barca da dieci metri comprata con i soldi delle nostre tasse.

E poi c'è il danno più profondo: la credibilità dello strumento del bonus edilizio, che per anni ha permesso a migliaia di famiglie di ristrutturare casa, è stata minata da queste frodi. Chi pagherà il conto di questa sfiducia? I cittadini che aspettano un condono, i piccoli imprenditori onesti, chi ha creduto nello Stato.