**Mille euro. Tanto vale, secondo la Regione Siciliana, l'estate di Palazzolo Acreide, Comune montano del Siracusano.** Il sindaco Salvatore Gallo — fresco di ingresso in Sud chiama Nord, pronto a scendere in campo per un seggio all'Ars sotto le insegne di Cateno De Luca — ha annunciato che li restituirà. E ha spiegato il perché in una frase secca: «Palazzolo non ha il deputato regionale».
Non è un caso. È il meccanismo del clientelismo che si mostra nudo: la distribuzione delle risorse pubbliche segue la geografia del potere, non i bisogni dei territori. Mille euro a chi non conta, ventimila a chi ha qualcuno nell'Assemblea regionale.
Il meccanismo
I numeri li elenca il sindaco stesso. Melilli, il Comune del deputato regionale del Mpa Giuseppe Carta: 20 mila euro per «La Terrazza degli Iblei e il Festival di San Sebastiano». Nicosia: 20 mila euro per la Festa del Cannolo. Noto: 15 mila euro per l'Infiorata. Pachino, tradizionale bacino elettorale del forzista Riccardo Gennuso: 15 mila euro per i festeggiamenti dell'Assunta e di San Francesco di Paola. Aragona: 15 mila euro per la Sagra della salsiccia. Solarino, amministrato dal deputato del Pd Tiziano Spada: 14 mila euro per la corsa dei carroccioli. E Palazzolo, senza deputato: mille euro. La replica di Gennuso non smentisce la logica, la conferma: cita i 150 mila euro per la sistemazione della Strada dei Tre Santoni, arrivati — dice — dall'attenzione che il governo Schifani ha riservato a Palazzolo in questi anni. L'attenzione, appunto: la stessa parola con cui si chiama il favore.
Le conseguenze per i deboli
Ogni euro distribuito secondo il colore politico è un euro sottratto al merito e ai bisogni. I piccoli Comuni senza rappresentanti nell'Ars restano a secco: le sagre si fanno lo stesso, come promette Gallo, ma con le tasche dei cittadini. La festa del paese — la cultura, l'estate, il lavoro dei volontari — diventa una variabile della campagna elettorale. E chi ci perde è sempre lo stesso: il paese che non ha il deputato, il cittadino che non ha il padrino. I contributi pubblici, che dovrebbero misurare i bisogni, misurano invece il peso elettorale di chi amministra.