CATANIA. **Dodici miliardi di euro. Di questi, quattro miliardi sono soldi pubblici. L’orizzonte è il 2034. Il sito produttivo di Catania arriverà a produrre 15 mila wafer al carburo di silicio a settimana.** L’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha riunito vertici aziendali, Regione Siciliana, Comune di Catania e sindacati. L’ad Fabio Gualandris ha presentato il piano. Ma accanto ai numeri da capogiro c’è un’altra voce: prepensionamenti volontari e incentivazione all’esodo.
Non è un investimento che crea solo lavoro. È anche una ristrutturazione che ne taglia. Mentre l’azienda conferma miliardi di investimenti, prepara l’uscita di una parte della sua forza lavoro. E lo fa con risorse pubbliche.
**Il meccanismo.**
Il piano WSiC (Wafer Silicon Carbide) è tripartito: 5 mila wafer a settimana entro fine 2028, 10 mila entro una data intermedia, 15 mila entro il 2034. Parallelamente, STMicroelectronics prosegue la produzione sul silicio a 8 pollici, senza aumenti di capacità, e sviluppa la linea GaN (Nitruro di Gallio). L’azienda ha annunciato un programma di upskilling e reskilling del personale. Ma anche un accordo quadro da definire entro settembre 2026, seguito da procedure presso il Ministero del Lavoro per prepensionamenti volontari e incentivazione all’esodo. La Fim Cisl Sicilia, attraverso il segretario Pietro Nicastro, ha chiesto “precise garanzie da parte delle istituzioni e dell’azienda”. Sul tavolo c’è anche la questione dell’approvvigionamento idrico, ritenuto fondamentale per la piena operatività degli investimenti. Il Governo si è impegnato a riconvocare le parti dopo il 15 settembre.
**Le conseguenze per i deboli.**
I lavoratori di STMicroelectronics a Catania sono migliaia. Per loro i prepensionamenti volontari sono un’uscita silenziosa, mascherata da opportunità. Dopo anni di lavoro, lasciano il posto mentre l’azienda incassa miliardi pubblici. La Fim Cisl chiede che l’accordo quadro sia subordinato a garanzie precise: “La priorità resta la tutela dell’occupazione e la valorizzazione delle competenze dei lavoratori”, dice Nicastro. Ma la volatilità del mercato mondiale dei semiconduttori è alta. E mentre l’azienda parla di 12 miliardi di investimenti, i lavoratori guardano al futuro con la preoccupazione di chi sa che un prepensionamento non è una scelta, è una porta che si chiude. I 4 miliardi di risorse pubbliche sono soldi dei contribuenti. Servono a creare sviluppo o a finanziare un esodo pilotato?
**La domanda.**
Se un’azienda incassa 4 miliardi di denaro pubblico e programma prepensionamenti, la domanda è: a chi servono veramente questi investimenti, ai lavoratori o agli azionisti?