SIRACUSA. **Da quando Fabio Granata si è dimesso, le deleghe alla Cultura e al Turismo sono rimaste in mano al sindaco Francesco Italia. Un assessorato senza assessore da oltre un anno.** Alessandra Barbone, consigliera comunale di Forza Italia, ha presentato un’interrogazione per chiedere la nomina di una nuova figura “autorevole”. La sua denuncia è che la gestione diretta del sindaco abbia prodotto una “progressiva perdita di programmazione e progettualità”.

Non è una lite di partito. È la fotografia di un sistema dove le nomine si bloccano per calcoli politici e la cosa pubblica si ferma. I musei chiudono, la biblioteca centrale è “abbandonata”, l’Università è stata allontanata. E la città patrimonio dell’Unesco si svuota di cultura.

**Il meccanismo.**
La gestione delle deleghe è un potere che i sindaci difficilmente cedono. Avocarle significa tenere sotto controllo due settori strategici: la Cultura, che costruisce consenso, e il Turismo, che muove economia. Barbone elenca ciò che funzionava quando c’era un assessore: l’apertura del Museo del Cinema, del Museo del Mare, della Wunderkammer, di Palazzo Montalto, dello Spazio 900, del Siramuse, delle Latomie dei Cappuccini, di Villa Reimann. Il rilancio del Museo dei Pupi, del Museo Leonardo e Archimede, l’apertura del Museo delle Illusioni. Il ventennale Unesco, il gemellaggio con Corinto, gli eventi in piazza Duomo. Ora, secondo Barbone, “di tutto questo enorme lavoro sia rimasto poco o nulla”. Musei chiusi, nessuna mostra, nessuna iniziativa culturale, la Biblioteca centrale abbandonata, zero attività nei quartieri. Il sindaco tiene le deleghe ma non le esercita. È il cuore dello spoils system: il potere di non decidere è anch’esso una decisione.

**Le conseguenze per i deboli.**
A pagare sono i cittadini che perdono accesso alla cultura. I giovani che non trovano spazi di aggregazione. I turisti che arrivano a Siracusa e trovano musei chiusi. I lavoratori del settore culturale, già precari, che vedono sparire mostre, eventi, opportunità. La Biblioteca centrale è chiusa: studenti e ricercatori restano senza un luogo di studio e consultazione. La cultura diffusa nei quartieri, quella che arrivava nelle periferie, è scomparsa. L’Unesco ha inserito Siracusa tra i patrimoni dell’umanità, ma una città senza assessore alla Cultura è una città che rinuncia a raccontarsi.

**La domanda.**
Se Siracusa è patrimonio dell’Unesco ma non ha un assessore alla Cultura da oltre un anno, e se la biblioteca centrale è “abbandonata” mentre le deleghe restano avocate, la domanda è: chi governa davvero la cultura in questa città?