Settimane di emergenza idrica a Siracusa. Disagi crescenti. Zone alte della città a secco. Autobotti della protezione civile in azione. L'opposizione — Fratelli d'Italia, Forza Italia, Insieme, Forzisti Siracusa — ha presentato un ordine del giorno urgente per discutere in Consiglio comunale quella che definisce "una vera emergenza igienico-sanitaria". Il presidente del Consiglio non lo ha inserito all'ordine del giorno. Sinistra Italiana ha chiesto l'intervento del Prefetto.
"Non è un guasto tecnico. È il fallimento di un sistema di gestione." A Siracusa i guasti alla rete idrica si susseguono da settimane: ieri la condotta di Bufalaro Basso, oggi un'altra rottura, domani chissà. Ogni volta tecnici al lavoro, autobotti, comunicati rassicuranti. E ogni volta il problema si ripresenta.
Il meccanismo
Il meccanismo ha due facce. La prima è la rete idrica: un sistema di tubature vecchie, fragili, sottodimensionate. Aretusacque, la società che gestisce il servizio, interviene guasto dopo guasto, ma non risolve la strutturale inadeguatezza della rete. La seconda faccia è politica. Il Consiglio comunale — il luogo dove si dovrebbero discutere le soluzioni — viene tenuto fuori dalla partita. L'ordine del giorno urgente viene ignorato. Le opposizioni gridano, ma il presidente del Consiglio non le ascolta. La minaccia di sfiducia è l'ultima carta, quella che si gioca quando ogni altra strada è chiusa. Quando il confronto democratico viene negato, quando la maggioranza sceglie di non discutere, quando l'emergenza diventa pretesto per non governare.
Le conseguenze per i deboli
A soffrire l'emergenza idrica non sono i villeggianti negli hotel del centro. Sono i residenti delle zone alte, gli anziani che non possono trasportare bottiglie d'acqua, le famiglie con bambini piccoli, i malati che hanno bisogno di igiene. Sono i commercianti che vedono calare i clienti perché la città è senz'acqua. È la città intera che paga il prezzo di una gestione che rincorre le emergenze invece di prevenirle. Aretusacque ripara i guasti uno per uno, ma la rete è vecchia, le condotte cedono, e ogni volta la storia si ripete. L'acqua è un diritto, non una concessione.