Da un anno e sette mesi la comunità sorda della provincia di Agrigento è senza sede, senza servizi, senza un riferimento. Rosalba Assenzo, ex presidente provinciale dell'Ente Nazionale Sordi, denuncia pubblicamente: "Continuiamo a pagare regolarmente la tessera associativa, ma non riceviamo alcun servizio." Si sono succeduti quattro commissari. Tre hanno rinunciato. Motivo: assenza di finanziamenti regionali.

"Non è una questione di cattiva gestione. È l'abbandono sistematico di una categoria di cittadini." La versione ufficiale parla di problemi organizzativi. Ma la realtà è fatta di persone con disabilità che si vedono negare diritti fondamentali: assistenza, mediazione linguistica, inclusione sociale.

Il meccanismo

Il meccanismo è quello dello scaricabarile. L'Ente Nazionale Sordi è un ente morale che riceve fondi regionali per garantire servizi alle persone sorde. Quando i finanziamenti arrivano in ritardo o non arrivano affatto, la sezione provinciale si blocca. I commissari si dimettono perché non possono operare senza risorse. La sede chiude. Le attività si fermano. E i soci, che hanno versato regolarmente la quota associativa, restano senza nulla. Lo statuto viene modificato senza coinvolgere la base. Il trasferimento della sede genera spese inutili. Le decisioni importanti vengono prese senza il necessario confronto con gli associati.

È il ritratto di un'associazione che si sta sgretolando dall'interno, mentre le persone sorde — tra le categorie più vulnerabili della società, tra quelle che hanno più bisogno di mediazione linguistica e assistenza — aspettano. In silenzio. Perché la loro è una condizione che non fa rumore, non fa cronaca, non fa notizia.

Le conseguenze per i deboli

Le conseguenze si misurano in eventi cancellati. La Festa della Donna, il 70° anniversario dell'ENS Agrigento, gli appuntamenti inseriti nel programma di Agrigento Capitale Italiana della Cultura. Tutti saltati. La comunità sorda della provincia è stata esclusa dalla vita culturale della propria città. Le persone con disabilità uditiva non hanno più un luogo dove incontrarsi, dove ricevere informazioni nella lingua dei segni, dove sentirsi parte di una comunità. In un territorio che dovrebbe essere vetrina dell'Italia nel mondo — Agrigento Capitale della Cultura — i sordi agrigentini sono stati dimenticati. Come se la cultura fosse solo per chi può sentire. E mentre in altre province siciliane l'ENS funziona, ad Agrigento regna il deserto.

La domanda