**"Anche dentro la Rai c'"e un po' di mafia, un po' di massoneria".**
Lo ha detto Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, in una intercettazione pubblicata da La Verita.
Il giornalista, da anni nel mirino della destra per le sue inchieste scomode, spiegava: "e da dentro che si fanno le battaglie".

Non e la prima volta che un cronista denuncia i nodi oscuri del servizio pubblico.
Ma che a dirlo sia il bersaglio di un attentato, intercettato mentre parla con i suoi legali, trasforma la frase in un atto d'accusa.
Perche Ranucci non e un opinionista: e un giornalista che ha pagato con la sua incolumita il diritto di indagare.

**Il meccanismo.**
La reazione dei partiti e stata immediata e unanime. Fratelli d'Italia in Vigilanza Rai ha chiesto
che Ranucci "esca allo scoperto e denunci pubblicamente la presenza della massoneria e della criminalita organizzata in Rai",
oppure che l'azienda intervenga contro il conduttore. Forza Italia parla di "allusione generalizzata",
la Lega chiede provvedimenti per "proteggere il decoro della Rai".
Peccato che gli stessi partiti che oggi chiedono nomi e cognomi siano quelli che da anni
usano la Vigilanza come grimaldello per condizionare l'informazione pubblica.
Il copione e sempre lo stesso: quando un'inchiesta scomoda finisce nel mirino dei potenti,
non si indaga sul merito delle rivelazioni, ma si attacca il giornalista.

**Le conseguenze per i deboli.**
A rimetterci e la credibilita del servizio pubblico. Se dentro la Rai ci sono nodi mai sciolti,
a pagarne il prezzo sono i cittadini che ogni giorno pagano il canone.
Ma anche i giornalisti onesti che lavorano nelle redazioni,
sottoposti a un clima di sospetto alimentato dalla politica.
L'ad Rai Giampaolo Rossi prova a smorzare: "Report va avanti, e un brand, un patrimonio editoriale".
Ma la domanda resta: si puo fare informazione libera in un'azienda in cui il giornalista viene intercettato
e le sue parole private diventano arma politica?

**La domanda.**
Chi ha ordinato le intercettazioni di Sigfrido Ranucci e chi le ha passate a La Verita?
E perche, in un paese normale, il riflesso non e difendere il giornalista minacciato, ma chiedere la sua testa?