Il Tribunale di Gela, con ordinanza del 23 luglio 2026, ha accolto il reclamo di una Tecnico Sanitario di Radiologia Medica, madre di una bambina di età inferiore ai tre anni, e ha ordinato all'ASP di Agrigento di rilasciare il nulla osta all'assegnazione temporanea presso il Presidio Ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento. La donna, dipendente a tempo indeterminato dell'ASP di Caltanissetta in servizio all'Ospedale “Vittorio Emanuele” di Gela, risiede a Raffadali. Doveva percorrere oltre due ore di auto al giorno per andare e tornare dal lavoro, lontano dalla figlia piccola.

Questa è la notizia. Ma la domanda che pochi si pongono è: quante come lei devono rivolgersi a un tribunale per vedere riconosciuto un diritto costituzionalmente garantito? L'ASP di Agrigento aveva opposto un diniego adducendo la pendenza di concorsi pubblici e contenziosi amministrativi. I legali hanno dimostrato che le procedure concorsuali in itinere non possono paralizzare il diritto alla tutela della genitorialità.

**Il meccanismo.**
L'articolo 42-bis del D.Lgs. 151/2001 prevede l'assegnazione temporanea per i genitori di bambini piccoli. Un istituto flessibile, dice il Tribunale. Ma l'ASP lo ha usato come un muro. Ha nascosto dietro la burocrazia — concorsi in corso, scorrimenti futuri — un diniego che il giudice ha ribaltato in due gradi di cautela. Il meccanismo è noto: si dice no, si obbliga il cittadino a fare causa, e solo allora il diritto viene riconosciuto. Ma quanti hanno la forza, il tempo e i soldi per arrivare fino in fondo?

**Le conseguenze per i deboli.**
La dottoressa C. T. ha vinto. Il Tribunale ha condannato l'ASP al pagamento di cinquemila euro di spese processuali. Ma la vera domanda è: per chi non ha un avvocato, per chi non conosce i propri diritti, per chi si arrende al primo “no”? Il sistema sanitario siciliano è in ginocchio: mancano medici, mancano infermieri, i concorsi non partono mai. E intanto si costringono le lavoratrici madri a scegliere tra il lavoro e la famiglia. O a fare causa allo Stato.

**La domanda.**
Se una lavoratrice madre deve arrivare in tribunale per essere trasferita vicino a casa, mentre l'ASP si trincera dietro la burocrazia, quanto vale davvero il diritto alla genitorialità in Sicilia? E quante altre donne, senza avvocato, continuano a fare due ore di strada al giorno?