Correva l'anno 1991 e già si parlava di Maddalusa e della riperimetrazione del Parco archeologico. Mario Fiorino, sulle Cronache parlamentari siciliane dell'agosto di quell'anno, descriveva la querelle sui confini della Valle dei Templi, le 600 costruzioni abusive nella zona A, le 1.550 nella zona B. Siamo nel 2026 e si parla ancora di Maddalusa.

Trentaquattro anni dopo, la domanda è la stessa. Il movimento franoso del 19 luglio 1966 sconvolse il centro storico di Agrigento. Il ministro Mancini parlò di “fatti mostruosi” e di “disordine edilizio”. Da allora, ogni governo regionale ha promesso una soluzione. E nessuno l'ha mantenuta. Il cemento ha continuato a salire. Oggi la Valle dei Templi resta stretta in una morsa: ai lati le ciminiere, alle spalle i grattacieli.

**Il meccanismo.**
Il decreto del 16 maggio 1968 divise il terreno vincolato in quattro zone. La zona A avrebbe dovuto disegnare un anfiteatro naturale sul mare con al centro il costone della Valle dei Templi. In quell'area furono edificate 600 costruzioni abusive. Poi la Regione, con la legge del 10 agosto 1985, diede mandato al presidente di “riperimetrare” la zona A. Poi arrivò il decreto Nicolosi del 1991. Poi il sindaco Di Mauro bloccò gli espropri, sollevando dubbi di legittimità. Il vescovo Ferraro chiese un summit. Il vice sindaco Macedonio invocò un “alto consesso internazionale”. Il meccanismo è sempre lo stesso: si legifera, si promette, si rinvia, si dimentica, si riparte da capo. E intorno il cemento continua ad avanzare.

**Le conseguenze per i deboli.**
Il presidente della Lega Ambiente, Giuseppe Arnone, lo disse già nel 1991: sanare le case nell'area inedificabile significa estendere il condono a tutte le aree protette della Sicilia. Oggi 2.500 famiglie vivono in case abusive a Maddalusa. Non hanno colpa individuale: hanno costruito in assenza di programmazione urbanistica, in un territorio che le istituzioni hanno abbandonato per decenni tra condoni e leggi che premiavano l'abusivismo. Ma il prezzo della rimozione collettiva lo pagano tutti: i cittadini che perdono il paesaggio, le generazioni future che ereditano il degrado.

**La domanda.**
Correva l'anno 1991 e si parlava di Maddalusa. Siamo nel 2026 e si parla ancora di Maddalusa. Tra quanti decenni servirà un altro articolo per ricordare che la Valle dei Templi aspetta ancora di essere liberata dal cemento?