A Siracusa, il centro storico di Ortigia è senza acqua. Le ultime rilevazioni del Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente parlano chiaro: il 67% delle utenze ha subito interruzioni nella serata di ieri, il 50% ancora stamattina. Il gestore Aretusacque non pubblica i dati sulla portata. Il sindaco Francesco Italia non risponde all'esposto firmato da 258 cittadini.
Non è un guasto tecnico. È il fallimento di un modello di gestione. Aretusacque, la società che gestisce il servizio idrico, continua a comunicare che "le squadre stanno lavorando", ma i rubinetti restano asciutti. E mentre il comitato raccoglie dati, documenta disservizi, cerca risposte, il sindaco non si fa vedere. Non una comunicazione pubblica, non una presenza nei quartieri colpiti, non una parola per le famiglie che da oltre due settimane convivono con l'emergenza.
Il meccanismo
Il meccanismo è sempre lo stesso. Una rete idrica fragile, infrastrutture che non vengono manutenute, una gestione che privilegia la comunicazione alla sostanza. Il gruppo tecnico del comitato ha individuato il problema: non solo pressione insufficiente, ma carenza di portata. L'acqua che arriva a Ortigia dal serbatoio di Viale Teracati non basta a soddisfare la domanda, specialmente in piena stagione turistica. Ma Aretusacque non rende pubblici i dati sui livelli del serbatoio, sulle perdite di rete, sull'effettiva quantità d'acqua immessa. Mentre il gestore tace, i cittadini restano senz'acqua in piena estate, con 37 gradi all'ombra. E il sindaco Italia, dopo l'esposto collettivo, non ha assunto «alcuna iniziativa pubblica di informazione, non ha illustrato ai cittadini lo stato reale della crisi, non ha comunicato quali interventi siano stati richiesti al gestore».
Le conseguenze per i deboli
A pagare sono gli abitanti di Ortigia, in particolare gli anziani e le persone fragili che non hanno sistemi di accumulo. Famiglie che non possono usare i servizi igienici, serbatoi che non si riempiono, la stagione turistica — da cui dipende buona parte dell'economia della città — che rischia di essere compromessa. Il comitato denuncia il silenzio del sindaco: «In una situazione che coinvolge un bene essenziale come l'acqua, i cittadini non possono essere lasciati soli a raccogliere dati, documentare i disservizi e cercare risposte». Esattamente: l'acqua non è una merce. È un diritto. E a Siracusa, quel diritto viene negato ogni giorno.