Ortigia, centro storico di Siracusa, patrimonio Unesco. In inverno 4.000 residenti. D'estate oltre 15.000, tra turisti e abitanti stagionali. Dal 9 luglio l'acqua arriva a singhiozzo. I rubinetti dei piani superiori restano a secco. I black out elettrici bruciano le apparecchiature degli hotel.
Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente denuncia: "assenza di pressione regolare ed erogazione insufficiente ai rubinetti". Aretusacque, la società che gestisce il servizio idrico, parla di "micro-interruzioni dell'energia elettrica" nella notte tra il 9 e il 10 luglio, di "perdite lungo le principali linee di adduzione" e di "un lungo e delicato processo di riequilibrio della rete". Ma il copione si ripete ogni estate.
Aretusacque spiega che "le continue interruzioni e i successivi riavvii degli impianti hanno generato forti variazioni di pressione all'interno delle condotte, causando perdite". In parole povere: tubi vecchi che non reggono gli sbalzi. La rete idrica di Siracusa — come quella di mezza Sicilia — è un'eredità di mezzo secolo di manutenzione rimandata. I soldi per il dissalatore ci sono, quelli per le condotte forse, ma la progettazione è affidata a Comuni senza ingegneri. Il risultato è che ogni anno, puntuale come l'agosto, arriva l'emergenza.
E il turismo? Cresce. Boom di presenze, B&B aperti, ristoranti pieni. Ma i servizi restano quelli di una periferia: una rete idrica che cede al primo picco di domanda, impianti elettrici che vanno in tilt. L'Hotel Posta ha serbatoi, ma la pressione non basta per i piani alti. L'Algilà ha cisterne ma gli sbalzi di tensione bruciano le apparecchiature.
Il turismo è la principale risorsa di Ortigia. Ma se l'acqua non arriva e la luce salta, a pagare sono i piccoli imprenditori — B&B, ristoranti, negozi — che non hanno i gruppi di continuità dei grandi alberghi. E i residenti, quelli che vivono tutto l'anno sull'isolotto, devono fare i conti con la "scarsa pressione" e le "abitazioni nella parte interna" che restano senz'acqua anche quando il gestore dice che la rete è "in pressione".