**Oltre 300 lavoratori specializzati ritenuti in esubero.** Sono i numeri del sito Pfizer di Catania, uno stabilimento farmaceutico tra i più importanti del Sud Italia, dove si producono farmaci per i mercati di tutto il mondo. Il ministro Urso convoca un tavolo, l'assessore Tamajo promette "massimo impegno", il presidente Schifani chiede un incontro. Il prossimo è fissato per il 24 settembre. Intanto i lavoratori aspettano.

Non è una crisi improvvisa. È la logica di un mercato che considera i lavoratori un costo da tagliare, non un patrimonio da valorizzare. Trecento famiglie in bilico, professioni costruite in anni di esperienza, mentre la multinazionale americana chiude il 2025 con utili miliardari.

Il meccanismo

La procedura è collaudata in tutta Italia, ma in Sicilia ha un sapore amaro. L'azienda annuncia esuberi. Il governo convoca un tavolo. La Regione promette di fare tutto il possibile. I sindacati chiedono garanzie. Si fissa un nuovo incontro, poi un altro. Intanto il tempo passa, i lavoratori restano nel limbo, e la pressione perché accettino incentivi all'uscita cresce giorno dopo giorno. Il prossimo tavolo è il 24 settembre. I lavoratori aspettano tutta l'estate. Il tavolo di confronto, nella migliore delle ipotesi, guadagna mesi. Nella peggiore, è una camera di compensazione per ammortizzare socialmente un licenziamento che nessuno ha il coraggio di fermare.

Le conseguenze per i deboli

I 300 lavoratori dello stabilimento etneo sono professionisti altamente specializzati che Pfzier stessa definisce "risorse strategiche". Non operai generici: sono tecnici, ricercatori, chimici con anni di esperienza alle spalle. Se perdono il posto, per Catania significa un danno che va oltre lo stipendio. Significa competenze che non si ricostruiscono in un anno, sapere industriale che si disperde, un territorio che perde un pezzo del suo futuro. Sono decenni di esperienza che se ne vanno, formazione che il sistema pubblico ha pagato e che ora viene buttata via. E mentre lo Stato promette, la multinazionale incassa. Nessuno chiede a Pfizer, che ha chiuso l'ultimo esercizio con profitti miliardari, perché debba tagliare proprio in Sicilia.

La domanda