Fabrizio Pittalis aveva 18 anni. Lavorava nell'impianto di trattamento rifiuti della ditta Ecologica Moro srl a Oniferi, in Sardegna. Un forcone di un muletto azionato da un collega lo ha colpito alle 6 del mattino del 24 luglio. Non c'è stato nulla da fare. Lo stesso giorno, a Roma, un operaio di 47 anni è morto schiacciato da una macchina spazzatrice mentre faceva manutenzione sotto il mezzo. Due operai. In ventiquattr'ore.
Non è un caso. Nei primi due mesi del 2026 l'Inail registrava già 102 morti sul lavoro in Italia. Secondo l'Osservatorio nazionale di Bologna, nei primi 100 giorni di quest'anno la conta era già a 400 vittime. Quattrocento lavoratori. Un morto ogni sei ore. Numeri che in qualsiasi paese civile sarebbero una emergenza nazionale. In Italia producono dichiarazioni di circostanza e qualche ora di sciopero.
Il meccanismo
Lunedì a Latina è morto Wladyslaw Pernal, 64 anni, polacco, mentre cambiava piastrelle su un terrazzo. Martedì a Borgo Santa Maria, Francesco Gritto, 54 anni, ha avuto un malore in un cantiere fotovoltaico. Il sindacato Cgil parla chiaro: «Due lavoratori morti in un giorno non sono una fatalità. Sono la fotografia di un modello produttivo che continua a considerare la sicurezza un costo da comprimere, non un diritto da garantire». L'ordinanza regionale anti-caldo esiste ma viene ignorata. I controlli? «L'ordinanza da sola non basta», dice il segretario Cgil Massafra. «Servono controlli seri, sistematici e diffusi. Le regole ci sono. Quello che manca è chi le fa osservare davvero».
Le conseguenze per i deboli
I sindacati lo ripetono come un mantra: «La prevenzione non può essere un semplice adempimento formale». Ma le imprese tagliano sulla sicurezza, i lavoratori precari non hanno formazione, i giovani come Fabrizio vengono gettati in un impianto senza la minima protezione. A Orotelli il sindaco ha proclamato il lutto cittadino. Il collega che manovrava il muletto è rimasto sotto choc, senza riuscire a spiegarsi come sia potuta accadere una simile tragedia. Ma la spiegazione è semplice: quando la sicurezza costa, si risparmia. E chi risparmia sono le imprese. Chi paga sono gli operai.