L'affidamento dell'incarico per la biblioteca digitale del Cefpas non nasce da Riccardo Gallo Afflitto. Nasce dalla deputata regionale Margherita La Rocca Ruvolo. Lo scrive il Tribunale del Riesame di Caltanissetta, che ha ridisegnato i contorni dell'inchiesta e revocato gli arresti domiciliari all'ex parlamentare.
Il Riesame dice: l'operazione non è di Gallo. È della deputata La Rocca Ruvolo. Ma la domanda è un'altra: quante «operazioni politiche» si nascondono dietro gli appalti dei consorzi regionali?
**Il meccanismo.**
L'ordinanza del Riesame è una radiografia del sistema di potere in Sicilia. Il direttore del Cefpas, Roberto Sanfilippo, intercettato, spiega: «Mi ha chiamato Margherita La Rocca Ruvolo... mi ha chiesto di dare una mano a questo ragazzo... il fratello del cardinale... e io gliel'ho data». I giudici ricostruiscono un dialogo diretto tra La Rocca Ruvolo e Domenico Reina, l'imprenditore che ha ottenuto l'incarico. La deputata dice a Reina: «Ho finito ora di parlare con don Baldo... appena vado a Roma parleremo di questa vicenda». E ancora: «Intanto togliamo questo ostacolo e cominciamo».
Il sistema è trasparente: un politico chiama, un direttore obbedisce, un imprenditore ringrazia. Non c'è concorso, non c'è bando, non c'è competenza. C'è una rete di conoscenze che trasforma le risorse pubbliche in favori personali. La telefonata che apre tutte le porte: questo è il vero motore del sistema regionale siciliano. Una rete di relazioni costruita negli anni, alimentata da incarichi, favori e candidature incrociate. Gallo, secondo il Riesame, non conosceva neppure personalmente il cardinale Reina. Viene informato della vicenda quando l'affidamento è già avviato.
**Le conseguenze per i deboli.**
Il Cefpas è un Consorzio per la formazione professionale che dovrebbe servire i cittadini siciliani, preparare i giovani al lavoro, offrire competenze a chi cerca un'opportunità. Ogni euro speso per un incarico assegnato per «operazione politica» è un euro sottratto alla formazione di chi cerca lavoro. I consorzi regionali, nati per creare opportunità, diventano macchine per distribuire favori. Chi paga? I disoccupati, i giovani, chi si forma davvero. Perché quando le risorse si disperdono in raccomandazioni, i percorsi regolari restano senza fondi.
**La domanda.**
Se il Cefpas è solo l'ultimo episodio, quanti altri consorzi regionali funzionano con lo stesso meccanismo della telefonata giusta?