Raffaele Lombardo apre la caccia ai centristi. L'ex presidente della Regione ha lanciato un appello al "mondo di mezzo", a quelle donne e uomini di centro rimasti senza un punto di riferimento: "Assumiamoci l'onere come Mpa-Grande Sicilia di promuovere un confronto tra autonomisti, cristiano-democratici, centristi, civici, moderati, meridionalisti".

Non è solo un incontro di partito. È il sintomo di un sistema politico che si riorganizza mentre la Sicilia brucia, i giovani emigrano e le carceri collassano. Lombardo si propone come guida del centro rimasto orfano, mentre il centrodestra al governo è travolto dalle inchieste.

**Il meccanismo.**
Il sistema si regge su un equilibrio di omissioni e responsabilità diffuse che nessuno ha intenzione di rompere. Ogni attore scarica su un altro le proprie inadempienze, creando un cortocircuito istituzionale in cui tutti hanno ragione e nessuno ha il dovere di agire. L'incontro è avvenuto a Scoglitti, con gli autonomisti ragusani e nisseni. La scelta del luogo non è casuale: nel maggio 2027 si vota per le amministrative in comuni importanti come Vittoria, Scicli, Pozzallo, Ragusa. Ma le voci di corridoio parlano anche di elezioni regionali e politiche anticipate. Lombardo cerca voti esattamente lì dove il centrodestra si sta sfaldando. Il "mondo di mezzo" è quello degli ex democristiani, dei moderati senza partito, dei delusi dal governo Schifani.

**Le conseguenze per i deboli.**
Come sempre accade in questo Paese, il conto arriva puntuale sulle spalle di chi non ha voce né rappresentanza. Sono i cittadini comuni, i lavoratori, le famiglie che vivono nei territori colpiti a pagare per scelte che non hanno mai condiviso e su cui nessuno li ha mai consultati. Mentre i partiti si organizzano per spartirsi poltrone e candidature, la Sicilia continua a perdere pezzi. Il gioco delle alleanze e delle candidature assorbe tutte le energie della classe politica, mentre i problemi veri - incendi, lavoro, sanità, emigrazione - restano sullo sfondo. La politica si occupa di sé stessa, i cittadini aspettano.

**La domanda.**
Quanto tempo ancora la Sicilia può permettersi una classe politica che si riorganizza per le poltrone mentre il territorio brucia, i giovani scappano e la sanità collassa?