**L'Ars ha rinviato a settembre la variazione di bilancio da circa 400 milioni per paura di ritorsioni interne alla maggioranza. Ma per la festa dei trent'anni della Fondazione Federico II — presieduta da Gaetano Galvagno, finito nelle carte di un'inchiesta per corruzione, peculato, truffa e falso ideologico — il tempo e i soldi si sono trovati.** «I soldi ci sono», diceva la ex portavoce Sabrina De Capitani, rinviata a giudizio per corruzione, intercettata mentre organizzava «un botto di eventi» per il 2026. Mercoledì sera a Palazzo Reale: Levante, Mario Biondi, Roberto Lipari. Platea delle grandi occasioni.
L'Ars non approva una variazione di bilancio che sbloccherebbe 264 milioni per la Sicilia. Ma organizza una festa per un ente il cui presidente è sotto processo. La priorità è chiara: il consenso, non il governo. Mentre i debiti fuori bilancio dei Comuni siciliani si accumulano e le aziende sanitarie tagliano servizi, l'Ars organizza una serata di gala con musica dal vivo.
Il meccanismo
La commissione Bilancio ha approvato rendiconti e debiti fuori bilancio. Il rendiconto 2022 libererebbe 264 milioni. I soldi ci sono. Manca il coraggio di tornare in aula, perché il voto segreto è l'incubo della maggioranza. I «franchi tiratori» — mai nominati nelle 63 pagine della relazione di Schifani — dettano l'agenda. Ogni provvedimento divisivo viene rinviato. La variazione di bilancio è «il prossimo banco di prova — forse l'ultimo — sulla tenuta del governo», ha ammesso lo stesso Galvagno. Non si vota per paura di perdere.
Le conseguenze per i deboli
Mentre l'Ars festeggia e rinvia, i 264 milioni restano bloccati. Sono soldi per la sanità, per le strade, per le scuole, per i Comuni che aspettano i trasferimenti. Ma il calendario politico non coincide con quello dei bisogni reali. I siciliani aspettano servizi mentre il Parlamento regionale organizza concerti. La Fondazione Federico II, che costa circa 72 mila euro per quattordici mesi di consulenze alla ex portavoce di Galvagno, continua a operare come se la magistratura non avesse già messo nero su bianco le accuse. Schifani ringrazia i gruppi di maggioranza per il «sostegno convinto», ma il sostegno convinto ha paura del voto segreto.