**Da mesi i residenti di via Ispica, traversa di viale Scala Greca, non hanno acqua nelle loro abitazioni.** Lo denuncia Paolo Strazzulla, già presidente del quartiere Grottasanta. I disagi sarebbero iniziati prima di maggio. «Via Ispica vive una situazione che non può più essere ignorata — dice — una strada che era già stata trascurata durante la gestione SIAM e che oggi continua a fare i conti con un problema che incide pesantemente sulla vita quotidiana delle famiglie». Una residente confessa: «Sto pagando il mutuo, non posso permettermi una casa in affitto. Altrimenti lo farei e non starei nemmeno a chiederti di intervenire».
L'acqua è un diritto fondamentale, sancito dall'ONU e dalla Costituzione. A Siracusa, per i residenti di via Ispica, è un privilegio che da mesi non arriva. Non per un'emergenza. Per una questione di gestione. Un danno mai riparato, una precedente gestione che lascia il conto a quella successiva, e nel frattempo i rubinetti restano chiusi. Il tutto mentre le bollette continuano ad arrivare regolarmente.
Il meccanismo
L'origine del problema è un danno risalente alla precedente gestione del servizio idrico, quella della SIAM. Da allora, nessuna soluzione definitiva è stata trovata. Strazzulla si è rivolto al presidente del comitato di Sorveglianza di Aretusacque, Giuseppe Assenza, ma i risultati tardano ad arrivare. Il problema si trascina da mesi: un rubinetto che resta chiuso, famiglie che aspettano, un'azienda che non risponde. Il paradosso è che la stessa Aretusacque sta effettuando lavori di riparazione in altre zone della città, annunciando interventi per centinaia di migliaia di euro — ma via Ispica resta esclusa. La nuova gestione — Aretusacque — ha ereditato un disastro, ma intanto i cittadini pagano bollette per un servizio che non ricevono.
Le conseguenze per i deboli
Chi vive in via Ispica non ha alternative. Prendere una casa in affitto — come dice la residente — è un lusso. Restare senza acqua significa non poter cucinare, non lavarsi, non vivere con dignità. L'assenza del servizio idrico colpisce sempre gli stessi: chi non ha i mezzi per spostarsi, chi non può permettersi un avvocato per far valere i propri diritti, chi si affida alla buona volontà di un ex presidente di quartiere per farsi sentire.