Il governo ha recepito la direttiva europea sul lavoro su piattaforma. Ma la presunzione di subordinazione non scatta automaticamente: il rider deve farne richiesta al Tribunale o all'Ispettorato del lavoro. Le sanzioni per le multinazionali? Fino a 30mila euro. Una miseria per aziende con fatturati da miliardi.
Non è un passo avanti per i diritti dei lavoratori. È l'ennesimo compromesso al ribasso. La direttiva europea del 2024 imponeva una presunzione automatica di subordinazione: se il rapporto di lavoro ha determinate caratteristiche, il rider è automaticamente un dipendente. Il governo italiano ha scelto una strada diversa: il rider può chiedere il riconoscimento, ma il peso della prova resta sulle sue spalle. Per un lavoratore che guadagna 5 euro a consegna, fare causa a una multinazionale è una possibilità teorica.
Il meccanismo
Il decreto elenca gli indicatori di subordinazione: controllo dell'esecuzione della prestazione, organizzazione del lavoro da parte della piattaforma, soggezione a direttive specifiche su modalità e tempi. Ma per far valere questi indicatori, il lavoratore deve attivarsi. E qui scattano gli ostacoli: incertezza del giudizio, tempi lunghissimi della causa, timore di ritorsioni (una disattivazione dell'account), scarsa convenienza economica. Il giuslavorista Antonio Loffredo, componente del gruppo di esperti della Commissione Ue, ha definito il meccanismo «un po' debole». Un eufemismo. Di buono c'è il divieto di licenziamento algoritmico: un umano deve decidere, non un bot. E la protezione dei dati: niente monitoraggio dello stato emotivo o psicologico del lavoratore. Ma il cuore del problema — la subordinazione — rimane irrisolto.
Le conseguenze per i deboli
I rider siciliani sono tra i più esposti: lavorano con il caldo torrido dell'estate, senza tutele, senza contributi, senza malattia. Un rider morto in un incidente stradale nel 2021 fu «disconnesso» dall'algoritmo il giorno dopo, automaticamente, perché il sistema registrava l'assenza ingiustificata. Il nuovo decreto impedirà scenari così truci, ma non risolve il problema di fondo: migliaia di giovani costretti al falso lavoro autonomo, pagati a cottimo, senza futuro previdenziale. L'Usb parla chiaro: il modello del falso lavoro autonomo non è superato. E intanto Cgil e Cisl organizzano manifestazioni in tutta Italia.