La società Andiva Srl viene costituita nel dicembre 2024. Due mesi dopo, nel febbraio 2025, si aggiudica l'appalto milionario della strada Mosella ad Agrigento. Per la Procura era un prestanome: creata appositamente per partecipare alla gara insieme ad altre imprese riconducibili agli stessi imprenditori e per superare i controlli antimafia.

Non è un caso di cronaca giudiziaria. È la radiografia del «Sistema Agrigento»: un meccanismo consolidato di relazioni, interessi e modalità operative che condiziona appalti, affidamenti e grandi opere. Report Sicilia lo denunciò nel dicembre 2025, quando quasi nessuno ne parlava. Oggi la Procura scrive le stesse cose. E il cantiere è fermo.

Il meccanismo

Secondo la ricostruzione del Gip Giuseppe Miceli, la Andiva Srl sarebbe stata intestata formalmente a prestanome con un duplice obiettivo: aggirare i limiti di partecipazione alle gare pubbliche (partecipando con più imprese riconducibili allo stesso gruppo) e superare i controlli antimafia necessari per l'iscrizione alla white list. Il metodo è collaudato: si crea una società nuova, pulita sulla carta, la si fa aggiudicare l'appalto, poi si gestisce l'opera con gli stessi uomini e mezzi delle imprese «normalmente» escluse. Il Gip ha disposto misure cautelari. Ora il cantiere è fermo. E il finanziamento pubblico rischia di perdersi se l'opera non sarà completata entro il 31 dicembre 2026.

Le conseguenze per i deboli

Agrigento rischia di perdere milioni di euro di finanziamento per un'opera strategica. La strada Mosella doveva risolvere un problema di viabilità che paralizza la città da decenni. Oggi il cantiere è fermo, delimitato da coni, con la circolazione in regime provvisorio. Se il finanziamento decade, i cittadini resteranno senza strada e senza soldi. Il danno è doppio: prima per i presunti illeciti, poi per l'incapacità della politica di mettere in sicurezza l'opera. A pagare sono sempre gli stessi: i cittadini, gli automobilisti, i pendolari, i residenti delle zone servite dalla Mosella.

La domanda