Sono le 17:09 del 16 luglio 2026. Nell'Albo Pretorio del Comune di Agrigento non c'è traccia dell'ordinanza sindacale che dovrebbe attivare il Centro Operativo Comunale per l'emergenza idrica di contrada Maddalusa. Sono passate più di 24 ore dal tavolo tecnico in Prefettura.
«Il piano c'è. Il dirigente generale della Protezione Civile Salvatore Cocina lo ha illustrato pubblicamente: ordinanza contingibile e urgente del sindaco, attivazione del COC, raccolta delle istanze delle famiglie fragili, autobotti per l'approvvigionamento idrico. Manca solo la firma.»
Il meccanismo dell'inerzia
Il percorso istituzionale è chiaro. In Prefettura si sono incontrati tutti: il prefetto, i tecnici, la Protezione Civile. Il primo passaggio — l'ordinanza del sindaco — è il presupposto indispensabile per l'avvio dell'intero sistema emergenziale. Senza quella firma, niente COC. Senza il COC, niente autobotti. Senza autobotti, niente acqua per i residenti di Maddalusa.
Eppure l'ordinanza non arriva. Il silenzio dell'amministrazione comunale è assordante. Il paradosso è che il provvedimento era già stato annunciato dal sindaco durante il Consiglio comunale. Un passaggio pubblico, condiviso, approvato. Poi il nulla. L'assessore con delega ad acqua e rifiuti, Giuseppe Riccobene, non era presente al tavolo tecnico. E non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche. Il titolare della delega specifica, nel momento in cui il territorio affronta una delle più delicate emergenze idriche, si defila.
Chi paga il conto
I residenti di contrada Maddalusa aspettano. Sono famiglie senza acqua in piena estate, in una zona dove il termometro supera i 40 gradi. I fragili — anziani, bambini, malati — sono i primi a subire il peso di una burocrazia che avanza a passo di lumaca mentre la sete avanza a passo di corsa.
Il paradosso è che l'assessore all'acqua e rifiuti non c'era al momento della decisione, e ora non parla. Il suo silenzio è la sintesi perfetta di un'amministrazione che sembra lavorare contro se stessa: da un lato annuncia interventi, dall'altro chi deve attuarli resta assente. Il sindaco annuncia ma non firma. Le istituzioni si riuniscono, deliberano, stabiliscono. Poi tutto si ferma. Perché tra la decisione e l'atto c'è un vuoto che qualcuno dovrebbe colmare, ma nessuno si muove.