Alessandro Marchì, 59 anni, caporeparto dei vigili del fuoco, è morto a San Cataldo mentre spegneva un incendio. La Uil Sicilia lo ricorda con dolore e chiede interventi urgenti. Dal 18 luglio, i vigili del fuoco in Sicilia hanno effettuato 1.400 interventi. Il sistema antincendio è al collasso.

Non è un incidente. È una sentenza. La Sicilia brucia da settimane, i Canadair sono insufficienti, il personale è ridotto all'osso e i turni sono massacranti. Alessandro Marchì è la vittima di un sistema che non protegge chi protegge gli altri.

Il meccanismo

Sono 1.400 gli interventi dei vigili del fuoco in Sicilia dal 18 luglio a oggi. Solo nella giornata del 23 luglio, poco più di 600 operatori sono impegnati sul campo con turni che non lasciano respiro. Il vertice in sala operativa nazionale tra i comandanti dei vigili del fuoco e il sottosegretario Prisco ha fotografato una situazione già nota: mancano uomini, mezzi, risorse.

La Uil Sicilia, con i segretari Luisella Lionti e Salvatore Guttilla, denuncia: "La tragica perdita conferma la gravità dell'ondata di incendi e del caldo eccezionale che da giorni affliggono la nostra Isola. Chiediamo interventi urgenti per potenziare mezzi, risorse e personale dedicati alla lotta agli incendi". La Regione e il Governo devono attivare tutte le misure necessarie, dicono dal sindacato. Ma le misure, finora, non sono arrivate.

Il presidente dell'Ars, Galvagno, parla di "punizioni esemplari per chi appicca il fuoco". Ma i piromani non si fermano con le dichiarazioni. Si fermano con la prevenzione, il presidio del territorio, le risorse. Che non ci sono.

Le conseguenze per i deboli

Marchì lascia una famiglia. Ma lascia anche un'intera Isola più esposta. Ogni incendio che divampa senza essere domato in tempo distrugge boschi, case, attività produttive. A Godrano, a San Cataldo, a Caltagirone dove si sono toccati i 45 gradi, il fuoco divora tutto ciò che trova. I più fragili — gli anziani nelle campagne, le famiglie nelle frazioni isolate, i lavoratori agricoli — sono i primi a pagare.

La domanda