Resta chiusa, almeno per il momento, la discarica di Grotte San Giorgio. La Sicula Trasporti ha interrotto il procedimento di "riprofilatura" del sito, chiedendo al Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti la convocazione di una conferenza dei servizi. I sindaci di Lentini e Carlentini esultano.

Non è una vittoria. È una tregua. Perché il meccanismo è sempre lo stesso: si aspetta che l'emergenza rifiuti stringa la Sicilia in una morsa, e allora si riaprono le discariche chiuse, si ampliano quelle esistenti, si sacrificano i territori più deboli. Grotte San Giorgio è solo l'ultimo capitolo.

Il meccanismo

I sindaci Enzo Pupillo (Lentini) e Giuseppe Stefio (Carlentini) hanno rivendicato il risultato: "Il primo tempo della battaglia contro la riapertura, sotto forma di riprofilatura, della discarica di Grotte San Giorgio è stato vinto". Secondo i due primi cittadini, la società ha fatto marcia indietro alla vigilia dell'udienza cautelare al Tar, temendo che il tribunale amministrativo accogliesse la richiesta di sospensiva avanzata dai due Comuni.

La Sicula Trasporti, nella richiesta trasmessa alla Regione, riconosce che "le perplessità manifestate dalle amministrazioni locali impongono l'approvazione esplicita dell'opera" da parte del Dipartimento regionale. Da qui la richiesta di una conferenza dei servizi.

Ma il consigliere comunale di Lentini Giuseppe Fisicaro (Grande Sicilia) smonta la narrazione: "I sindaci cercano di far credere ai cittadini di avere bloccato un'autorizzazione che non esiste e non è mai esistita". Secondo Fisicaro, si tratta solo di un'iniziativa amministrativa del gestore nell'ambito delle operazioni di chiusura e messa in sicurezza, non di una riapertura autorizzata dalla Regione.

Le conseguenze per i deboli

I cittadini di Lentini e Carlentini vivono da anni nell'incubo di una discarica che torna a operare sotto casa. Le polveri, il traffico di camion, l'odore, la certezza che i valori immobiliari crollano e la salute peggiora. Il presidente della Commissione Ambiente dell'Ars, Giuseppe Carta, e l'assessore Colianni avevano escluso nuove discariche o ampliamenti. Ma l'ombra di Grotte San Giorgio resta.

E mentre i politici litigano su chi ha vinto e chi ha perso, chi abita tra Lentini e Carlentini aspetta. Come sempre.

La domanda