Una struttura per anziani a Belpasso, in provincia di Catania, è stata chiusa dai carabinieri del Nas. I bagni erano senza acqua corrente, gli ospiti erano dieci in una stanza autorizzata per sei, la vegetazione infestante cresceva all’interno. La titolare è stata denunciata per maltrattamenti contro familiari e conviventi e omissioni di comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza.
"Non è un caso isolato. È la fotografia di un sistema dove l’assistenza agli anziani viene appaltata a strutture che tagliano sulla cura per massimizzare il profitto."
Il meccanismo
L’ispezione è partita da alcune segnalazioni dei carabinieri della stazione di Belpasso, che riferivano di condizioni igienico-sanitarie precarie. Il controllo congiunto con il personale dell’Asp di Catania ha accertato che la struttura, autorizzata per dieci posti, accoglieva in realtà più ospiti del consentito. Due bagni su tre erano senza acqua corrente. L’intero stabile era privo di acqua calda. La vegetazione infestante copriva parte degli spazi interni. I pavimenti avevano intonaci distaccati, i servizi igienici erano in condizioni non conformi. Per nessuno degli ospiti era stata fatta la comunicazione prevista dalla normativa sulla sicurezza delle cure. La titolare non ha saputo produrre i documenti sulla somministrazione dei farmaci. Il sovraffollamento — dieci ospiti in una stanza autorizzata per sei — è la prova di un sistema dove il numero di posti letto conta più della qualità delle cure.
Il sindaco ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente: chiusura immediata, sospensione dell’accoglienza di nuovi ospiti e trasferimento degli anziani in strutture idonee con il supporto dei servizi sociali.
Le conseguenze per i deboli
Gli anziani sono i più vulnerabili del sistema. Senza acqua calda, senza bagni funzionanti, senza una corretta somministrazione di farmaci, la loro dignità e la loro salute vengono meno ogni giorno che restano in strutture del genere. Le famiglie, spesso senza alternative, affidano i loro cari a case di riposo che promettono cure e offrono abbandono. La titolare, nel frattempo, incassava rette piene per servizi ridotti all’osso.