L'assessore alla Polizia locale del Comune di Catania, Orazio Grasso, si è dimesso da consigliere comunale. Al suo posto subentra Giuseppe Nicotra, il primo dei non eletti della lista Grande Catania-Mpa. Il presidente del Consiglio Sebastiano Anastasi ha convocato l'Assemblea per venerdì 24 luglio per la surroga e la modifica delle commissioni consiliari.
Non è un normale avvicendamento amministrativo. È il meccanismo dello spoils system che si muove con la precisione di un orologio svizzero. Ogni poltrona conta, ogni seggio ha il suo sostituto preconfezionato. Il sistema delle nomine nella politica siciliana funziona così: non si cade mai, si viene sostituiti.
Il meccanismo
Il meccanismo è quello del ricambio programmato, un balletto di poltrone che si consuma lontano dai riflettori: l'assessore si dimette dal Consiglio ma resta assessore, il primo dei non eletti entra, la maggioranza non perde un seggio. Le commissioni vengono riequilibrate, le poltrone redistribuite. Nessuno esce dal sistema. Nessuno perde veramente. La lista Grande Catania-Mpa mantiene la sua rappresentanza, gli equilibri di palazzo restano intatti.
Questo sistema, formalmente legale, è il cuore pulsante del clientelismo politico siciliano del clientelismo politico siciliano: gli incarichi si distribuiscono per appartenenza, non per competenza. Ogni consigliere che si dimette lascia il posto a un fedelissimo. La politica diventa un gioco di società dove l'obiettivo è occupare tutti gli spazi disponibili, non amministrare la città.
A Catania, come in molti comuni siciliani, il Consiglio comunale è il luogo dove si consumano questi avvicendamenti: surroghe, commissioni, equilibri di maggioranza. La sostanza amministrativa passa in secondo piano.
Le conseguenze per i deboli
Mentre i partiti si spartiscono le poltrone, i cittadini aspettano risposte. Catania ha bisogno di strade riparate, trasporti efficienti, servizi sociali funzionanti. Ma la macchina comunale è impegnata a gestire le surroghe, a ricomporre gli equilibri. A perdere sono sempre gli stessi: i quartieri periferici, le famiglie in difficoltà, i giovani che cercano lavoro, le imprese che aspettano risposte burocratiche, le periferie dimenticate dall'amministrazione. Per loro, l'avvicendamento di Grasso e Nicotra è solo un altro rumore di sottofondo.