Il presidente della Regione Renato Schifani ha aperto la stagione dell'autocelebrazione. Martedì all'Ars ha dipinto una Sicilia redenta e risanata: investitori, turisti, giovani che tornano. E domani 24 luglio inaugurerà per la seconda volta Castello Utveggio, con il Capo dello Stato Sergio Mattarella presente.

Non è la celebrazione di un traguardo. È l'ingranaggio di un sistema dove il presidente racconta i miracoli mentre la Sicilia brucia, letteralmente, con 45 gradi e incendi che divorano i boschi. Dove la prima inaugurazione del Castello servì solo a far incassare una cifra scandalosa a un faccendiere caro a Palazzo d'Orleans, che realizzò due video. Adesso si replica, con il Capo dello Stato come testimonial.

Il meccanismo

Il meccanismo è semplice e collaudato: si annuncia un evento faraonico, si invita il presidente della Repubblica, si sventolano i numeri della crescita economica. Il discorso all'Ars è stato definito "di ampio respiro" dai trombettieri di regime. Nelle parole di Schifani, la Sicilia è una terra dove tutti vogliono tornare. I dati, però, raccontano un'altra storia: la desertificazione commerciale avanzata da Confcommercio, i 5.874 attività ambulanti chiuse in quattro anni, i giovani che continuano a emigrare.

Il Castello Utveggio, perla liberty sulla cima del Monte Pellegrino, diventa così il simbolo di una politica che preferisce il palcoscenico alla sostanza. La prima volta fu un flop: i video commissionati al faccendiere di fiducia costarono centinaia di migliaia di euro e non produssero risultati. Ma nessuno chiese conto. Perché nel sistema del potere siciliano, chi è dentro il cerchio magico non paga mai.

Le conseguenze per i deboli

Chi paga il conto di questa autocelebrazione sono i siciliani che ogni giorno fanno i conti con i servizi che non funzionano: le liste d'attesa negli ospedali, i blackout elettrici a Siracusa con 37 gradi, le buche nelle strade, i treni che non arrivano. Mentre il presidente inaugura castelli, le case famiglia per anziani vengono chiuse dai NAS perché non hanno acqua corrente. Mentre sventola bilanci in ordine, un vigile del fuoco muore a Caltanissetta mentre spegne un incendio e i sindacati chiedono un'inchiesta.

La domanda