**L’ondata di calore ha superato i 42 gradi in diverse province. Gli incendi devastano boschi e case. La sanità è al collasso. I giovani scappano.** In questa situazione, mentre la popolazione soffre temperature da bollino rosso e i termometri superano i quaranta gradi, il presidente della Regione ha tracciato davanti all’Ars un bilancio orgogliosamente positivo dei suoi quattro anni di governo, rivendicando conti in ordine e investimenti miliardari.
«I conti in ordine e i termovalorizzatori non bastano a oscurare il caldo, gli incendi, i servizi carenti». Il successo declamato è un’isola felice che esiste solo nelle relazioni di Palazzo.
**Il meccanismo.** Schifani rivendica un avanzo di amministrazione e uno stanziamento da un miliardo e mezzo per i termovalorizzatori. Sono dati veri, ma parziali. La realtà è che le condutture perdono il 65% dell’acqua e interi quartieri restano a secco per giorni. Le università pubbliche sono al tracollo: Palermo settima su dieci, Messina tredicesima su quindici, Catania ultima. I redditi familiari calano, erosi dall’inflazione. E intanto migliaia di giovani lasciano l’isola.
Il bilancio di quattro anni si misura sui servizi che funzionano, non sugli avanzi di bilancio. Se la sanita e' ultima in Italia, se le universita' arretrano, se i giovani emigrano, che valore ha un bilancio in ordine? I numeri di Schifani non mentono, ma raccontano solo meta' della storia: quella che fa comodo al governo.**Le conseguenze per i deboli.** Chi non ha l’aria condizionata soffre le temperature da bollino rosso senza tregua. Le liste d’attesa per le visite mediche si allungano. Il reddito familiare si riduce. I più capaci se ne vanno: restano i mediocri, purché inseriti in clientele. Il sistema premia chi è dentro il giro, non chi ha competenze.
**La domanda.** A che serve un bilancio in ordine se la sanità arretra, l’acqua si perde e i giovani fuggono? E soprattutto: a quando servizi pubblici che funzionino per tutti e non solo per chi e' dentro il giro delle clientele? Un avanzo di amministrazione è un successo o il certificato di ciò che la Regione non ha speso per garantire diritti?
La risposta, forse, è sotto gli occhi di tutti. Ma nessuno, in questa terra, ha il coraggio di formularla ad alta voce.