Il Tar di Catania ha respinto il ricorso presentato da sei ex consiglieri comunali di Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa, contro il provvedimento regionale che ha disposto lo scioglimento del Consiglio comunale. La sentenza ha confermato la regolarità dell'ultima seduta consiliare, delle votazioni e degli atti amministrativi adottati.

Non è una vittoria di forma. È una sentenza che dice: il provvedimento era legittimo, le firme erano valide, la procedura era corretta. I sei ex consiglieri hanno perso. Ma la domanda che resta è un'altra: perché un Consiglio comunale arriva allo scioglimento? La sentenza del Tar di Catania ha confermato la regolarità dell'ultima seduta consiliare, delle votazioni e degli atti amministrativi. I ricorrenti avevano contestato vizi procedurali ma il tribunale ha scoperto che tutto era in regola.

**Il meccanismo.**
I sei ex consiglieri avevano impugnato il provvedimento sostenendo irregolarità procedurali nell'ultima seduta. Il Tar ha esaminato ogni atto: convocazione, votazioni, delibere. Tutto regolare. Il ricorso è stato respinto con ordinanza. Ora la strada per un appello al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana è aperta, ma la sentenza di primo grado è categorica. Il ricorso è stato respinto con ordinanza. Ora la strada per un appello al Consiglio di Giustizia Amministrativa è aperta, ma la sentenza di primo grado è netta. Lo scioglimento del Consiglio comunale di Priolo Gargallo resta valido. È un caso che mostra quanto sia fragile la gestione della cosa pubblica nei piccoli comuni siciliani: una crisi istituzionale, un commissariamento, e l'amministrazione locale si azzera.

**Le conseguenze per i deboli.**
Quando un Consiglio comunale viene sciolto, i cittadini perdono i loro rappresentanti eletti. Subentra un commissario nominato dalla Regione. Le decisioni sulla gestione del territorio, sui servizi, sulle tasse locali vengono prese da un funzionario che non ha un mandato popolare. I cittadini di Priolo Gargallo non hanno più voce. E intanto le questioni vere restano aperte: il polo petrolchimico, l'occupazione, l'ambiente. La politica locale si arena sulle procedure, mentre il territorio brucia.

**La domanda.**
La sentenza dice che le procedure erano corrette. Ma se un Consiglio comunale si scioglie perché non riusciva a governare, chi risponde del fallimento amministrativo davanti ai cittadini?