È l'atto di accusa di un'inchiesta giornalistica che non lascia scampo: «È palese una sorta di compiacenza ad addentrarsi nell'universo mafioso e a servirsi dei suoi canali e dei suoi metodi; non traspare mai la minima contrarietà o perplessità alle iniziative e alle decisioni; nessuno appare mai sfiorato da dubbi sulla liceità dell'operato dei partner siciliani».

Non è la mafia che si infiltra. Sono gli imprenditori del Nord che la cercano. Il dossier 'Mafia e Appalti' di Domani smonta il racconto della vittima e mostra la verità: la mafia non è un'economia sommersa. È un'economia che conviene. L'articolo pubblicato il 22 luglio 2026 fa parte di un'inchiesta più ampia, che svela un sistema di gare truccate dove il silenzio è la moneta di scambio.

**Il meccanismo.**
La gara veniva aggiudicata all'impresa Sutera Giuseppe di Agrigento con un ribasso del 2,33%. Alla gara erano state ammesse anche la Rizzani De Eccher di Udine, l'Ira Costruzioni di Catania, la Intercantieri di Limena (PD), la Saiseb di Roma e la Sa.Ge.Co. di Palermo. Per tutte valeva lo stesso comportamento della Rizzani: nessuna presentava offerta. Non è concorrenza. È un accordo. Sei imprese invitate, sei imprese che sanno già chi vincerà. Le intercettazioni e gli atti del dossier mostrano una compiacenza che va oltre il silenzio: è partecipazione attiva al meccanismo. Non è concorrenza. È un accordo. Le imprese del Nord accettano di perdere, in cambio di poter operare in un territorio dove il 'consenso' mafioso garantisce profitti senza domande.

**Le conseguenze per i deboli.**
Il costo di questo meccanismo non si misura solo in euro sottratti alle casse pubbliche. Si misura in lavoratori senza tutele, in gare truccate che escludono le piccole imprese locali, in un mercato dove chi denuncia viene isolato. La mafia non ha bisogno di pistole quando ha imprenditori compiacenti. Il sistema delle gare pubbliche in Sicilia è un termometro: quando un'azienda del Friuli accetta di non presentare offerta, sta accettando le regole del gioco mafioso. Sta firmando un patto di silenzio.

**La domanda.**
Se il dossier parla chiaro e la compiacenza è documentata, quanti altri 'imprenditori silenziosi' continuano a fare affari con la mafia senza che nessuno li chiami per nome?